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Giovedì 25 novembre 2021 - 06:04

Covid, Vaia (Spallanzani): aboliamo il bollettino giornaliero

"Non ci dice più nulla, guardare a ospedalizzazioni"

Covid, Vaia (Spallanzani): aboliamo il bollettino giornaliero
Roma, 25 nov. (askanews) – “Che momento è della pandemia? Dobbiamo distinguere tra quello che appare sui quotidiani e che riflette ovviamente un po’ di disorientamento da quella che è la realtà. Io ho proposto lo stop al bollettino dei contagiati per come lo intendiamo ora. Non ci dice più nulla. Dobbiamo guardare al tasso di ospedalizzazione ed in particolare al tasso di ospedalizzazione delle terapie intensive. La campagna vaccinale che abbiamo effettuato ci pone a distanza siderale rispetto all’anno scorso. Ci vuole equilibrio, i numeri di ora erano attesi”, ha detto il professor Francesco Vaia, direttore dell’Istituto Nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, è intervenuto ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format “I Lunatici”.


“E guardando le persone in terapia intensiva, numero molto ma molto molto molto minore rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, bisogna farne l’identikit. Oggi in terapia intensiva finiscono, parlo dei dati dello Spallanzani, per due terzi non vaccinato. L’altro terzo è composto di persone che hanno molte altre malattie ed una età particolarmente avanzata”, ha aggiunto.



Per Vaia “bisogna percorrere la via italiana. Quella dell’equilibrio. Basta rincorrere gli altri. Osserviamo quello che accade e prendiamo le decisioni in base a quello che succede. Vacciniamo le persone che vanno vaccinate. E togliamo tanta legna al fuoco di coloro che ancora credono alla terra piatta”.


E sul booster: “Abbiamo visto che l’efficacia dei vaccini scende dopo cinque o sei mesi. Dobbiamo uscire dalla pandemia e secondo me ci riusciremo. Ma bisogna vaccinarsi. Non lamentarsi. Facciamo la terza dose, mettiamoci al riparo. Spingiamo sulla terza dose a partire dai fragili e agli anziani e poi apriamo a tutti. Abbandoniamo anche l’età anagrafica, a questo bollettino che è sciagurato e che ci deprime. E’ una campana a morte che non serve più a niente”.



Il direttore dello Spallanzani poi sul Natale ammette: “Non ho la palla di vetro, né sono un mago. Mi aspetto che se noi aumentiamo la nostra capacità di vaccinazione e tutti manteniamo la calma e rispettiamo le regole, compresa la famosa mascherina, sarà un Natale tranquillo e sereno. Teniamocele strette le cose che riabbiamo conquistato. Ce le teniamo con il vaccino e con atteggiamenti saggi”.




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