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Mercoledì 24 novembre 2021 - 14:51

Violenza donne, dai carabinieri un arresto e due allontanamenti

I militari dell'Arma intervengono a Civitavecchia e Cerveteri

Roma, 24 nov. (askanews) – È di un uomo arrestato ed altri due allontanati dalle abitazioni e dai luoghi frequentati dalle loro vittime il bilancio dell’azione di contrasto alla violenza di genere e di ogni forma di maltrattamento nei confronti di persone vulnerabili portata avanti dai Carabinieri della Compagnia di Civitavecchia, in stretta coordinazione con la locale autorità giudiziaria. Questo mentre in tutto il paese sono in corso i preparativi per gli eventi del 25 novembre, giornata internazionale dedicata alle donne ed alle vittime di ogni forma di violenza fondata sul genere.


I Carabinieri di Civitavecchia Porto hanno arrestato un 50enne originario della provincia di Cosenza, che, già separato dalla propria ex convivente 55enne, aveva convinto la donna, che già in passato aveva subito da lui varie violenze e che per questo lo aveva puntualmente denunciato, a consentirgli di fare ritorno presso quella che era stata la loro abitazione per riprendere alcuni effetti personali. Una volta giunto sul posto però, ecco immediatamente scattare dapprima il litigio, quindi l’aggressione fisica: la vittima, chiusasi nel bagno di casa è riuscita a chiedere l’intervento di una pattuglia dell’Arma.



Al loro arrivo, i Carabinieri hanno trovato l’uomo ancora nell’abitazione, posta a soqquadro, mentre inveiva nei confronti della ex. Quando poi la donna è uscita dal bagno, l’uomo ha cercato di nuovo di aggredirla scavalcando un tratto della recinzione esterna dell’abitazione e costringendo i militari a contenerlo fisicamente. L’arrestato è stato portato in caserma e trattenuto fino all’udienza di convalida, durante la quale il Giudice gli ha imposto il divieto di fare ritorno nel Comune di Civitavecchia.


Nel Comune di Cerveteri, invece, i Carabinieri hanno dato esecuzione a due distinte misure cautelari del divieto di avvicinamento e dell’allontanamento dalla casa familiare a carico di due uomini del posto, un 53enne ed un 62enne. Anche in questi casi, la volontà delle vittime di mettere la parola fine a mesi e, talvolta, ad anni di maltrattamenti è risultata determinante. Nel primo caso, il 53enne, già reduce da un divorzio, aveva cercato in ogni modo di convincere la propria nuova giovane compagna ad abortire e, al netto rifiuto di lei, nonostante fosse appunto in dolce attesa, le aveva più volte messo le mani addosso, cagionandole anche lesioni refertate al Pronto Soccorso. Nel secondo caso invece, ad essere oggetto di maltrattamenti era il figlio minore dell’uomo, affetto da un lieve ritardo cognitivo, condizione mai accettata dallo stesso: da ciò, ogni motivazione era valida per scagliarsi contro il 17enne, sia verbalmente che mediante aggressioni fisiche.



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