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Mercoledì 24 novembre 2021 - 20:52

Roma,assessori e consiglieri in assemblea: Esc non deve chiudere

Catarci: bene incontro con Zevi, basta bandi

Roma, 24 nov. (askanews) – Esc non deve chiudere, ma può essere terreno dì sperimentazione con la nuova amministrazione capitolina per la regolarizzazione di tutti gli spazi sociali della Capitale. È la sfida lanciata dalla realtà aggregativa del quartiere romano di San Lorenzo in un’assemblea pubblica che ha visto la partecipazione anche di molti vecchi e nuovi inquilini delle istituzioni di prossimità e nazionale. “Abbiamo ricevuto l’impegno di un incontro dall’assessore al Patrimonio Tobia Zevi – ha spiegato Serena Fredda di Esc, introducendo i lavori -. Ma abbiamo bisogno di un impegno strutturale che risolva tutte queste vicende, una volta per tutte”. Oltre al saluto del segretario di Si Nicola Fratoianni, che ha lasciato presto la riunione per tornare a votare, l’assemblea convocata da Esc ha visto la partecipazione, tra gli altri, dell’assessore capitolino alla Città dei 15 minuti Andrea Catarci, l’assessora alla scuola e lavoro Claudia Pratelli, la presidente Pd del III Municipio, competente sullo spazio, Francesca Del Bello, il presidente del VIII Municipio Amedeo Ciaccheri, i consiglieri comunali di Sce Michela Cicculli e Alessandro Luparelli, i consiglieri capitolini Pd Erica Battaglia, Nella Converti e Giovanni Zannola, la consigliera di Roma Futura Tiziana Biolghini la consigliera regionale Marta Bonafoni. “Sono contento che Zevi vi incontri: sugli spazi sociali ci sono molte emergenze, e questa è la prima che come Giunta Comunale ci troviamo di fronte – ha spiegato l’assessore capitolino Catarci – con elementi di peggioramento rispetto al passato. Su questo ho chiesto alla mia Giunta di adottare un metodo su cui ho trovato un riscontro: aprire i fascicoli, emergenza per emergenza, parlare con i soggetti e le reti interessare e cercare le soluzioni possibili”. La storia normativa della gestione del patrimonio di Roma Capitale, ha ricordato Catarci, “è stata di due tipi: la delibera 26 voluta dai centri sociali per la propria regolarizzazione, ottenuta con la Giunta Rutelli. Quella delibera è stata ignorata dal piano amministrativo, e in quel vuoto è arrivata la delibera 140 del 2015, che ha pensato di far pagare al sociale le mancanze della politica. Con un nuovo metodo, secondo la mia posizione personale – ha sottolineato Catarci – dobbiamo, in primis tutelare gli spazi che stanno già in mano a realtà sociali. Io non ho la delega al Patrimonio – ha ricordato Catarci – ho quella ai servizi per la città dei 15 minuti. Ma se chiudiamo quello che c’è, a livello di servizi – ha sottolineato l’assessore – andiamo indietro: non possiamo permetterci di perdere neanche un servizio che va, invece, valorizzato e tirato fuori dalle secche di attacchi di tipo giudiziario e politico”. L’altra parte della partita sul Patrimonio, ha aggiunto Catarci – è la grande massa di patrimonio abbandonato, compresi i terreni e i beni confiscati, che si può aprire al sociale. Per far questo dobbiamo intervenire sulla fase dell’assegnazione, e non possiamo usare i bandi, ma farlo dentro patti e poli civici, con assegnazioni, rapporti che non devono essere regolato solo dal canone, ma da una valutazione delle attività che si fanno e vanno monetizzate perché degli indicatori ci stanno, e vanno inseriti nei patti”. L’assessore ha annunciato che “già a dicembre ci sarà qualche appuntamento: mi chiedevano da Spin Time una disponibilità in questo senso, per aprire una fase in cui affidamento e patto diventino parole comuni anche dentro l’amministrazione”. Tra le realtà che hanno dato la loro solidarietà a Esc Carte in regola, la Comunità di Sant’Egidio, Libera, la casa delle donne Lucha y Siesta e la Casa internazionale delle donne, recentemente “salvate” da Governo e Regione da destini analoghi.




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