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Lunedì 8 novembre 2021 - 13:25

Unife in Sardegna per trasformare in risorse scarti del granito

L'obiettivo è rendere sostenibile l'estrazione della roccia

Cagliari, 8 nov. (askanews) – Rendere l’estrazione del granito più sostenibile è una sfida importante per la Sardegna. Oltre a generare un imponente quantitativo di rifiuti, la sua produzione connota fortemente le aree attorno alle cave estrattive in termini paesaggistici, sociali ed economici.


È quanto succede alle cave di granito di Buddusò, paese in provincia di Sassari teatro del progetto di ricerca Life Regs II, finanziato dalla Comunità Europea e guidato dalla Professoressa Carmela Vaccaro del Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Prevenzione dell’Università di Ferrara.



“L’obiettivo di Life Regs II (REcycling of Granite Scraps II) è realizzare una tecnologia innovativa con cui, a partire da sfridi di granito, cioè dagli scarti residui dell’attività estrattiva, si possano produrre minerali fondenti per l’industria ceramica” spiega la Professoressa Vaccaro.


“I risultati attesi sono importanti – dice Vaccaro-la rimozione di 47.000 tonnellate di sfridi di granito e la rinaturalizzazione di 10 ettari di paesaggio, 200 tonnellate di CO2 non emesse”.



Il progetto si inserisce nei percorsi promossi dall’Unione Europea per il Green Deal per un approvvigionamento più sicuro e sostenibile di minerali industriali e materie prime critiche.


“Le competenze che portiamo in dote da Unife sono orientate a rendere vantaggioso e sostenibile per l’industria il recupero degli scarti di graniti.



Ad esempio i feldspati alcalini, ingredienti degli impasti ceramici, il quarzo, utilizzato per i pannelli solari, e altri elementi utili contenuti nei minerali accessori che possono acquisire valore a fini estrattivi” aggiungono Federico Spizzo ed Elena Marocchino del Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra di Unife.


Il progetto è coordinato dal partner industriale IGM – Internazionale Graniti SpA (Masera – VB). Si dota di un partenariato che favorisce il trasferimento tecnologico e lo sviluppo di soluzioni di economia circolare nelle attività di cava, coinvolgendo anche una ditta dedicata all’estrazione di rocce ornamentali di granito.


Partecipano due istituzioni di ricerca: l’Università di Ferrara e il Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria, e due enti territoriali che agiscono nell’ambito della pubblica amministrazione: il Comune di Buddusò e la Regione Sardegna – Assessorato Industria – Servizio attività estrattive e recupero ambientale – Settore Attività di cava.


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