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Giovedì 14 ottobre 2021 - 16:22

Sardegna capofila isole del Mediterraneo per riformare l’Europa

Il governatore Solinas: "Ue, nuovo patto per superare insularità"

Cagliari, 14 ott. (askanews) – “Riformare l’Europa partendo dai popoli e dalle Regioni. Le Isole del Mediterraneo, con la Sardegna capofila, diventano protagoniste di una grande battaglia politica che deve trovare ascolto e piena soddisfazione nell’attuale dibattito europeo in seno alla Conferenza sul Futuro dell’Europa. Le Isole elaboreranno nei prossimi giorni un documento congiunto che sarà la base di confronto nel Comitato delle Regioni”. Lo ha detto il Presidente della Regione Christian Solinas, aprendo i lavori della Conferenza “Le sfide delle regioni insulari periferiche nella ripresa post-Covid”, organizzata dall’Ufficio di Bruxelles della Regione Sardegna, capofila del Partenariato delle Regioni insulari periferiche del Mediterraneo costituito, oltre che dalla nostra Isola, da Baleari, Corsica, Creta, Gozo, Isole Ionie.


“In questa stagione di riforma delle Istituzioni Comunitarie – ha detto il Presidente Solinas – abbiamo la possibilità di intervenire mediante infrastrutture immateriali, costituite da politiche ad hoc e dispositivi normativi specifici che prendano in debito conto gli svantaggi strutturali e permanenti dell’insularità, che l’Unione europea riconosce nell’art. 174 del Trattato, ma non nella legislazione derivata. E’ necessaria a nome delle regioni insulari, una revisione della normativa europea, in primis in materia di aiuti di Stato, per renderla più rispondente alle sfide dei nostri territori che le situazioni di crisi impreviste, come quella attuale, rendono ancora più critiche”.



“Non per ottenere una condizione di privilegio – continua Solinas – ma per garantire ai nostri cittadini e alle nostre imprese le stesse opportunità di sviluppo e di competitività di cui godono le altre regioni europee. Gli effetti della recessione hanno riguardato infatti soprattutto i settori dei trasporti e del turismo verso i quali i nostri territori – periferici e costieri, e in quanto tali fortemente dipendenti dal trasporto aereo e con un’economia locale a forte vocazione turistica – hanno una marcata dipendenza.Il brusco calo dei collegamenti aerei diretti e del volume di passeggeri ha creato una crisi di sistema, esacerbando fragilità strutturali (accessibilità limitata, mercato domestico di dimensioni ridotte, diseconomie di scala) che dipendono dalla condizione di insularità periferica. L’impegno della UE per contrastare la crisi pandemica è innegabile”.


“Non possiamo guardare al futuro e riprodurre il passato – ha detto il Presidente . l’emergenza COVID-19 deve segnare un punto di svolta. Guardare al futuro significa ripensare le coordinate dell’azione dell’Unione Europea, che per noi rimane un partner fondamentale. Serve però una profonda riforma della governance europea, che deve diventare più partecipativa e maggiormente attenta ai territori e far sì che tutta la produzione legislativa tenga conto delle nostre specificità territoriali. Ciò che chiediamo con forza – ha aggiunto il governatore – è la territorializzazione delle politiche dell’Unione europea, con un’attenzione forte alle sfide delle isole periferiche. Un ‘nuovo patto’ per pianificare strategie per i nostri territori. Solo in questo modo sarà vero che nessuno sarà lasciato indietro, come recita un motto in uso nelle campagne di comunicazione della UE. Questo – ha concluso Solinas – a nome di tutti i territori insulari coordinati dalla Sardegna, è il senso della nostra rivendicazione politica, che troverà piena espressione nel documento programmatico che presenteremo in tempi brevissimi”.



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