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Giovedì 14 ottobre 2021 - 11:05

Papa Luciani beato, la gioia della onlus a lui intitolata

Serafini: il sogno diventa realtà

Roma, 14 ott. (askanews) – “Accolgo con grandissima gioia la notizia che è giunta dalla Sala Stampa Vaticana. Quanto sognato nel lontano 2002 dall’allora vescovo di Belluno-Feltre Vincenzo Savio si sta finalmente avverando”. Così il direttore della Fondazione Papa Luciani di Canale d’Agordo Onlus, Loris Serafini, alla notizia della beatificazione di Giovanni Paolo I.


“L’amatissimo mons. Savio voleva proporre la figura di Albino Luciani come esempio di santità ordinaria per la propria Diocesi e per la Chiesa universale, valorizzando la vita e l’insegnamento del semplice sacerdote di Canale d’Agordo divenuto papa con il nome di Giovanni Paolo I, proponendolo a tutto il mondo come modello attuale di una santità assolutamente comune e accessibile a tutti. Questo suo sogno ora diventerà realtà, accogliendo le richieste di moltissimi fedeli che da tutte le parti del mondo lo volevano posto all’onore degli altari”.



“Ma Albino Luciani rifuggiva i posti d’onore. Preferiva sentirsi piccolo. A Vittorio Veneto e a Venezia ripeteva ‘Quando parlo da solo a Dio e alla Madonna la mitra, lo zucchetto, l’anello scompaiono; mando in vacanza l’adulto e anche il vescovo, per abbandonarmi alla tenerezza spontanea, che ha un bambino davanti a papà e mamma’. Perfino da Papa ripeteva questo concetto: ‘Dobbiamo sentirci piccoli davanti a Dio. Quando io dico: ‘Signore, io credo’; non mi vergogno di sentirmi come un bambino davanti alla mamma; io credo al Signore, a quello che egli mi ha rivelato’. La santità che preferiva Albino Luciani era quella della vita quotidiana, quella della ‘Madonna delle pignatte’ che, diceva, ‘si è fatta santa senza visioni, senza estasi, si è fatta santa con queste piccole cose. Lavava scodelle, preparava minestre, pelava patate o qualcosa di simile'”.


“Quindi possiamo davvero essere felici che la Chiesa abbia ufficialmente riconosciuto la santità di questo ‘straordinario’ pastore vissuto in modo assolutamente ordinario, che avvicina tutti i credenti a una santità accessibile, possibile e concreta, quella che secondo l’antica etimologia, rende i credenti ‘pieni di vita’ e dà senso pieno alla vita. È una santità accessibile, perché non è un merito conquistato, ma un dono gratuito del Signore, come risposta alla fiducia riposta in Lui. Adesso attendiamo con gioia la data della sua beatificazione”.



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