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Mercoledì 13 ottobre 2021 - 11:41

La droga viaggiava su treni ad alta velocità: 16 arresti

Partiva da Roma e arrivava a Trento e nel Nord-Est

Roma, 13 ott. (askanews) – Sedici misure cautelari, nei confronti di 13 persone nigeriane, due italiane e una albanese, ritenute responsabili a vario titolo di associazione per delinquere, finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, sono state eseguite oggi dai Carabinieri di Trento tra le province di Trento, Bolzano, Roma, Mantova, Verona, Vicenza e Treviso. Su disposizione del Gip sono state effettuate anche 45 perquisizioni personali e locali. L’operazione, conseguente all’attività investigativa condotta tra ottobre 2019 e dicembre 2020, dai Carabinieri di Trento ha individuato e smantellato una rete di spaccio, che alimentava prioritariamente il settore di piazza Dante, nei pressi della Stazione ferroviaria.


Gli sforzi dei militari, che si sono anche avvalsi di intercettazioni, hanno consentito di assicurare alla giustizia i responsabili di un vero e proprio “centro nazionale di smistamento”, gestito da un gruppo di italiani su Roma, i quali avvalendosi di un’organizzazione criminale nigeriana, effettuavano spedizioni -a richiesta- in gran parte della penisola, con particolari interessi nel Nord-Est, compresi Trento, Bolzano e Trieste, dove venivano recapitate ogni giorno diverse decine di chilogrammi di marijuana, giunta in Italia dall’Albania, attraverso il canale d’Otranto. Lo stupefacente per giungere a Trento con i corrieri nigeriani, arruolati all’esigenza, veniva fatto viaggiare anche a bordo di treni ad alta velocità e per nasconderne il tipico odore e eludere i controlli, venisse avvolto in più strati di cellophane, impregnati di mentolo.



Attraverso una lunga e meticolosa attività di osservazione, analisi e riscontro, i Carabinieri sono stati in grado di documentare puntualmente i movimenti dei consociati e acquisire elementi fondati sulla gerarchia interna del sodalizio, le modalità di gestione e controllo dello spaccio sul territorio, delineando i profili di una vera e propria struttura organizzata, in grado di assicurare la protezione agli affiliati, sia sul piano dell’assistenza legale, per le vicissitudini giudiziarie, sia per la difesa fisica degli adepti dai gruppi criminali concorrenti.


Ulteriore prova della floridezza del traffico intercettato è stata la rapida espansione del locale gruppo criminale nigeriano, che in breve tempo è andato strutturandosi e ha esteso la propria capacità operativa anche nella confinante provincia di Bolzano. Infatti, l’attività nel complesso ha portato a operare oltre che nelle province atesine e di Roma, anche a Lecce, Mantova, Piacenza, Treviso, Verona e Vicenza, con l’arresto di 21 persone, la sottoposizione di ulteriori 9 al divieto di dimora nelle realtà in cui vivono, il sequestro diretto di 16 chilogrammi di marijuana, destinati a rifornire le piazze trentine e all’acquisizione di elementi di reità a carico di ulteriori 31 indagati, riconducendo al gruppo, nel periodo, i sequestri di altri 604 chili di marijuana e 17 hashish.



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