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Mercoledì 13 ottobre 2021 - 14:24

Falsi permessi di soggiorno, 210 indagati e 8 arresti a Prato

Rilasciati a cinesi con la complicità di commercialisti italiani

Firenze, 13 ott. (askanews) – Una fitta rete di falsi permessi di soggiorno, nel distretto tessile di Prato, è emersa grazie a un’operazione della Guardia di Finanza. Oltre 400 militari, con l’ausilio di un elicottero hanno eseguito, nell’ambito di un’operazione di polizia giudiziaria realizzata dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Prato, denominata “Easy Permit”, otto arresti disposti dal Tribunale di Prato nonché centinaia di perquisizioni locali e personali. L’inchiesta riguarda un giro di permessi di soggiorno facili rilasciati ai cinesi con la complicità di “colletti bianchi” italiani. In particolare nel mirino degli inquirenti sono finiti sette studi professionali che si occupano di gestione della contabilità e di consulenza sul lavoro. I destinatari delle misure cautelari sono cinque italiani e tre cinesi. Tra questi due consulenti del lavoro e un commercialista. In totale sono 210 le persone indagate: 193 di origine cinese e 17 italiani. In particolare si tratta di 10 titolari o soci e 19 dipendenti di studi professionali e di 181 cittadini cinesi che hanno indebitamente fruito del permesso di soggiorno. L’operazione nasce da un controllo effettuato dalla polizia municipale al Macrolotto, con la scoperta che una ditta di confezioni che risultava avere alle sue dipendenze numerosi operai cinesi, nei fatti non esisteva. Il meccanismo fraudolento consisteva, infatti, nel costituire ditte fantasma per attestare fittizie assunzioni di lavoratori cinesi. L’Inps ha contestato circa 7,6 milioni di euro di evasione contributiva.




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