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Martedì 12 ottobre 2021 - 08:37

Carne suina senza indicazione di provenienza: sequestri e sanzioni

Controlli dei carabinieri sulla filiera tra Emilia e Toscana

Milano, 12 ott. (askanews) – Una serie di irregolarità, per mancanza di indicazione della provenienza della carne suina, sono state rinscontrate dai carabinieri del Comando per la Tutela Agroalimentare che nei giorni scorsi hanno proseguito i controlli della filiera zootecnica e dei marchi di qualità per tutelare la sicurezza alimentare e la corretta condotta in tema di pratiche commerciali.


In particolare, sono stati ispezionati diversi salumifici e prosciuttifici con l’obiettivo di riscontrare la conformità dell’etichettatura della carne suina lavorata, in ottemperanza al Decreto Ministeriale del 6 agosto 2020. A Ferrara sono stati sequestrati 333 kg di “Salsiccia Napoli piccante”, pronta per la commercializzazione, e kg 160 di etichette irregolari, mentre Modena il sequestro è scattato su 1.200 confezioni di “Cotechino cotto”, per complessivi 600 kg, su 132 confezioni di pasta ripiena “Cappello del prete cotto”, per complessivi 79 kg e su 2.784 confezioni di salumi vari (salami, pancette, fiocchi, culate prosciutto, ciccioli ), per complessivi 3.280 kg. Inoltre, sono state sequestrate 15 mila etichette evocanti il “Prosciutto di Modena DOP” e 93 kg di coppa di testa di Modena e Coppa di testa Bologna. Irregolarità sono emerse anche a Piacenza, dove sono stati sequestrati 285 kg di carne suina lavorata (salame spianata, salame ungherese e salame Milano). Il valore totale della merce sequestrata ammonta a circa 50mila euro.



I militari hanno inoltre rilevate difformità, per evocazioni alle denominazioni di origine, in alcune aziende di lavorazione e trasformazione di carne suina. In un prosciuttificio di Parma c’erano dei tranci di prosciutto crudo generico sottovuoto, privo del contrassegno distintivo a fuoco, commercializzati come “Prosciutto di Parma DOP” che la ditta acquirente impiegava nella produzione di pasta ripiena ribadendo, falsamente negli ingredienti, l’utilizzo del prodotto a marchio di tutela. Sono stati così sequestrati 23 tranci di prosciutto crudo, per complessivi 51 kg, con in più la denuncia di tre persone per frode in commercio e contraffazione di denominazione di origine di prodotti agroalimentari (515 e 517 quater c.p.). Nel mirino dei carabinieri è finita anche un’azienda di Pisa che sul sito web pubblicizzava del salame “cacciatore” evocando i “Salami italiani alla cacciatora DOP”. Il titolare è stato diffidato a effettuare le opportune modifiche sul sito internet della ditta. Contestate sanzioni per 17.700 euro.




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