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Mercoledì 15 settembre 2021 - 16:09

Perché secondo Abrignani del Cts la terza dose metterà un freno al Covid

Il patologo: la maggior parte dei vaccini ha bisogno di tre dosi

Perché secondo Abrignani del Cts la terza dose metterà un freno al Covid
Roma, 15 set. (askanews) – “La maggior parte dei vaccini ha bisogno di tre dosi, quindi ora stiamo solo ricorrendo alla vecchia regola vaccinale. Le prime due servono ad innescare la risposta, la terza prolunga la memoria immunitaria e genera una risposta anche nei soggetti più fragili”. Lo spiega Sergio Abrignani, Professore ordinario di Patologia Generale Università Statale di Milano e membro del Comitato Tecnico Scientifico “Tutti i nostri figli – aggiunge – sono vaccinati contro numerose patologie come difterite, pneumococco, epatite B, tetano, meningococco B, poliomelite, sempre con tre dosi. La terza dose abitualmente si esegue a distanza di 6-8 mesi dalla seconda: è il classico iter per un soggetto che non è mai venuto a contatto con un determinato microorganismo. Diverso è invece il caso dell’influenza, il cui virus cambia ogni anno radicalmente. Gli unici vaccini che non hanno bisogno di tre dosi sono quelli a base di virus vivi attenuati, come i vecchi vaccini per il vaiolo e per la poliomelite o quelli che usiamo oggi per parotite, morbillo, rosolia, che replicano il virus senza provocare la malattia. Tutti gli altri vaccini si basano su un meccanismo di tre dosi: le prime due servono ad innescare la risposta, la terza prolunga la memoria immunitaria e genera una risposta anche nei soggetti più fragili. La copertura vaccinale con tre dosi su tutta la popolazione costituirà una risposta decisiva alla pandemia. Ciò non significa che non si faranno più richiami: anche per altri virus, come l’Epatite B, dopo alcuni anni è necessario fare una nuova somministrazione, ma sarà presumibilmente destinata al lungo periodo”.


Covid, HIV, altre infezioni virali e batteriche sono i temi al centro dell’8° Congresso Internazionale AMIT – Argomenti di Malattie Infettive e Tropicali, presieduto dal Prof. Marco Tinelli, infettivologo e componente del Direttivo Nazionale della SIMIT – Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, e dalla Prof.ssa Antonella Castagna, primario dell’Unità di Malattie Infettive dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano e Direttore della scuola di Specializzazione in Malattie Infettive e Tropicali presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Il Congresso si svolge giovedì 16 e venerdì 17 settembre a Milano presso Palazzo Castiglioni, con il patrocinio di Ministero della Salute, dell’ISS, della Regione Lombardia, di molte società scientifiche tra cui SIMIT, AMCLI, SITA, GISA, SIV e SIGOT.



La somministrazione della terza dose avverrà già nelle prossime settimane per i soggetti fragili, poi da gennaio interesserà il personale sanitario e a seguire le varie fasce d’età a partire dai più anziani, in modo da mantenere 10-12 mesi di distanza dalla seconda dose.


“La somministrazione della terza dose parte solo ora perché prima vi era l’urgenza di completare una prima immunizzazione nel minor tempo possibile per arginare la diffusione del virus – aggiunge il Prof. Abrignani – senza vaccini abbiamo viaggiato alla triste media di 15-18mila decessi al mese. Era urgente sviluppare vaccini che funzionassero subito, nonostante si sapesse che nel corso dei mesi sarebbe diminuita la risposta immunitaria. I vaccini a mRna sono stati una rivoluzione che ci ha consentito di avere in poco tempo uno strumento sicuro ed efficace. A breve sarà possibile estendere la vaccinazione anche agli under 12. Siamo in attesa dei risultati delle prove cliniche per la registrazione che dovrebbero arrivare tra ottobre e dicembre per Pfizer e Moderna, quindi realisticamente il prossimo anno potremo iniziare a vaccinare anche i bambini tra 0 e 11 anni in base alle decisioni politiche che verranno prese”.



Res-Mpd/Int2




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