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Martedì 14 settembre 2021 - 18:14

Editoria, Com.E.: presto nuovo amministratore d’impresa

Nota della società dopo arresto Bianchi di Castelbianco

Roma, 14 set. (askanews) – La Comunicazione & Editoria – Com.E. Srl. “sta solo attendendo l’approvazione del bilancio 2020 redatto dagli amministratori in carica, per legge possibile fino al 30 settembre, al fine così di poter procedere pure al cambio dell’organo amministrativo avendo già individuato, per la carica di amministratore, dei profili di tecnici di alto livello con specifica esperienza nelle amministrazioni d’impresa, il cui subentro avverrà non appena sarà approvato il bilancio dell’esercizio precedente, in base ai consueti meccanismi di passaggio di consegne”.


L’azienda in una nota interviene dopo l’arresto del manager Federico Bianchi di Castelbianco della scorsa settimana. “In primo luogo – si spiega – al netto della riorganizzazione aziendale già pianificata e avviata si rende doveroso specificare che la propria attività di core business non è stata nemmeno sfiorata dall’indagine penale che tanto clamore mediatico ha raggiunto per colpa di un’illegittima pubblicazione, in aperta violazione del codice di procedura penale e dei più elementari principi di riservatezza e rispetto delle persone, di atti relativi a un procedimento ancora in fase di indagini preliminari”.



Poi si sottolinea: “Duole constatare che si è oggettivamente avuta una gravissima disinformazione che ha peraltro creato ingenti danni, non solo d’immagine, e rischia di produrne di ancor più gravi nei confronti degli oltre cento professionisti che lavorano nella nostra realtà, nonché delle rispettive famiglie. Va pertanto chiarito, una volta per tutte, che l’attività principale della Com.E, ossia editare l’Agenzia di Stampa Dire, non ha avuto il benché minimo interessamento da parte delle indagini della Procura di Roma. E lo stesso dicasi per le attività di informazione e comunicazione tout court”.


Insomma “chiunque può ben comprendere che inquadrare la vicenda in tale dovuto modo, contestualizzando adeguatamente le fattispecie in gioco, avrebbe posto l’intera questione in tutta altra prospettiva rispetto a quella che si è invece letta e ripostata sui siti di informazione. Si stigmatizza dunque con forza tale modus operandi che ha gettato ingiusto discredito con una modalità approssimativa e soprattutto errata e mistificatoria”. (Segue)



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