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Mercoledì 8 settembre 2021 - 16:38

Femminicidi, 2 donne uccise e una terza in pericolo di vita in 4 giorni

Domenica Chiara Ugolini, ieri Piera Maresu, oggi Ada Rotini

Femminicidi, 2 donne uccise e una terza in pericolo di vita in 4 giorni
Milano, 8 set. (askanews) – Domenica è toccato a Chiara Ugolini, la 27enne del Calmasino, nel Veronese, trovata morta nel suo appartamento. Oggi a morire è stata Ada Rotini, 46enne di Bronte, comune del Catanese alle pendici dell’Etna: il marito, che non sopportava l’idea che la donna volesse separarsi da lui, l’ha accoltellata, tentando poi di togliersi la vita con una coltellata all’altezza dell’addome. E sempre nelle ultime ore si regista un altro tentativo di femminicidio in Sardegna: a Sennori, nel Sassarese, un 48enne ha esploso due colpi di pistola contro la compagna, Piera Maresu, e poi si è impiccato in garage. Due vittime e una terza donna in pericolo di vita nel giro di quattro giorni: nonostante l’introduzione del codice rosso contro la violenza di genere, la scia di femminicidi in Italia non si ferma.


A uccidere la 27enne del Veronese, secondo gli investigatori, è stato il suo vicino di casa: l’uomo è stato fermato poche ore dopo il delitto nel tratto fiorentino dell’A1, all’altezza del casello di Impruneta, mentre in sella alla sua moto si dirigeva in direzione Sud, e davanti agli inquirenti ha confessato. Un femminicidio a sfondo sessuale, secondo gli investigatori che indagano sul caso: in attesa dei risultati dell’autopsia che chiariranno la dinamica del decesso, è stato accertato che l’assassino ha conficcato in bocca uno straccio imbevuto di candeggina o di un’altra sostanza corrosiva che, con ogni probabilità, ha provocato un’emorragia interna e danneggiato diversi organi vitali.



E’ stato invece l’intenzione della moglie di separarsi il movente del femminicidio di Bronte: i due coniugi si erano dati appuntamento in un appartamento del centro storico della cittadina in provincia di Catania prima di presentarsi in municipio per firmare gli atti di separazione consensuale. Quanto è bastato per spingere il marito, un 47enne pregiudicato, ad aggredire la moglie con un coltello, uccidendola. L’uomo ha poi rivolto l’arma contro sè stesso ma non è riuscito nel suo intento di togliersi la vita: ora è ricoverato all’ospedale Cannizzaro di Catania. E un tentativo di separazione sarebbe anche alla base del tentato femminicidio nel Sassarese: anche in questo caso pare che la vittima volesse lasciare il compagno.


fcz



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