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Martedì 27 luglio 2021 - 19:06

Cure domiciliari Covid-19, incontro al Ministero della Salute

Il presidente Ucdl, Erich Grimaldi ha parlato con i dirigenti

Cure domiciliari Covid-19, incontro al Ministero della Salute
Milano, 27 lug. (askanews) – L’Unione per le Cure, i diritti e le libertà (Ucdl), associazione di cittadini a sostegno del Comitato Cura Domiciliare Covid-19, in occasione della consegna al ministro della Salute, Roberto Speranza di quasi 30mila sottoscrizioni di cittadini alla petizione per ottenere l’adozione dello schema terapeutico del comitato nelle linee guida del Ministero della Salute e per ottenere la partecipazione dei medici che hanno agito sul campo ai tavoli di lavoro per la revisione dei protocolli di cura domiciliare precoce, ha incontrato alcuni dirigenti del Ministero della Salute, in particolare della direzione generale di prevenzione e dell’ufficio di gabinetto.


Il presidente dell’Ucdl, Erich Grimaldi ha illustrato ai dirigenti il lavoro dei medici che da oltre 16 mesi assistono i malati Covid utilizzando uno schema terapeutico diverso da quello approvato dal Ministero e chiesto di coinvolgerli di più nella battaglia al Covid.



A sostenere le istanze di Ucdl, all’ingresso del Ministero sono arrivati migliaia di cittadini, alcuni di loro guariti dal Covid grazie anche al lavoro dei medici del Comitato Cura Domiciliare Covid-19.


“Abbiamo spiegato ai dirigenti ministeriali quanto sia importante il lavoro svolto sul territorio dai nostri medici – ha spiegato Grimaldi – il nostro Consiglio Scientifico consegnerà al Ministero una relazione dettagliata entro le prossime 48 ore, e poi torneremo negli uffici ministeriali la prossima settimana, mi auguro per avviare finalmente la collaborazione tra il Dipartimento di Prevenzione e i medici del Comitato, fino ad oggi impedita senza una comprensibile ragione”.



“Quanto accaduto oggi lo dobbiamo a tutti i medici, ai volontari e soprattutto al presidente Grimaldi che non ha mai mollato – ha aggiunto Valentina Rigano, portavoce Ucdl – veder riconosciuto il lavoro di oltre un anno sarebbe una vittoria per tutti i cittadini italiani oltre che dare seguito al voto del Senato dello scorso 8 aprile”.




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