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Giovedì 22 luglio 2021 - 20:45

Riforma sanità Lombardia: territorio al centro, a regime in 3 anni

Da Pnrr 567 mln di euro per rafforzamento medicina territoriale

Riforma sanità Lombardia: territorio al centro, a regime in 3 anni
Milano, 22 lug. (askanews) – “La nostra attenzione va alla cura della persona, rafforzando l’attività territoriale. L’obiettivo è accompagnarla nella prevenzione, nella cura e nella riabilitazione. Ciò deve avvenire in un percorso qualificato che non preveda vuoti”. Così la vicepresidente e assessore al Welfare di Regione Lombardia, Letizia Moratti, ha presentato la proposta di revisione della Legge regionale sanitaria approvata oggi in giunta. Un riforma della cosiddetta Legge Maroni che arriva dopo i mesi drammatici della pandemia che hanno messo in luce tutti i limiti dal sistema sanitario lombardo, a partire dal quella medicina del territorio che ora diventa il punto cardine di questa riforma.


Il provvedimento ha assicurato Moratti avrà “tempi e risorse certe per dare concretezza alla sanità lombarda e sicurezza ai cittadini”. Tutto da cronoprogramma parte proprio dai 100 distretti territoriali, “la sede della valutazione del bisogno locale, della programmazione territoriale e dell’integrazione dei professionisti sanitari”, in vigore entro 90 giorni dall’approvazione della legge insieme ai dipartimenti di cure primarie e ai dipartimenti funzionali di prevenzione. Entro sei mesi invece verrà costituito il Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie infettive mentre a sei mesi dall’istituzione dei distretti verranno realizzate le centrali operative territoriali, gli ospedali (64) e le case di comunità (216). Nello specifico saranno realizzati 26 ospedali di comunità nel 2022, 19 nel 2023, 19 nel 2024 e 86 case di comunità nel 2022, 65 nel 2023, 65 nel 2024. Il completamento di tutto il percorso di riforma che darà un ruolo importante a medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, alla telemedicina, alla formazione, alle università e alla ricerca, avverrà entro 3 anni.



Perchè questa riforma possa prendere forma sarà necessario un investimento sul “personale sanitario” da parte del governo come auspicato dal presidente lombardo Attilio Fontana e dalla stessa Moratti che ha sottolineato: “Il 30% del personale strutture territoriali sarà di nuova assunzione”. Il ministro Speranza, ha ricordato in conferenza stampa l’assessore, “ha parlato di 30mila assunzioni a livello nazionale nei prossimi 3 anni e ha previsto stanziamenti per queste figure. A questo punto ci aspettiamo che il governo prosegua su questa strada”.


Anche sul fronte delle risorse più che mai saranno strategiche quelle che arriveranno da Roma, dal Pnrr. Queste risorse infatti serviranno, per 567 milioni, a potenziale la rete territoriale, la telemedicina (166 milioni) e l’assistenza domiciliare integrata (451 milioni). Saranno invece finanziati con fondi regionali il centro per la prevenzione delle malattie infettive: (85 milioni). Mentre per il potenziamento della rete di offerta (1,35 miliardi arriverannno dai fondi edilizia sanitaria ex art.20 legge n.67/1988). I costi del personale invece saranno pari a 17,8 milioni nel 2022, 28,7 nel 2023 e 29,7 nel 2024.



La Regione infine promuoverà e sosterrà la creazione di una rete regionale della ricerca, della ricerca biomedica e dell’innovazione nelle scienze della vita. Un hub come lo ha definito Fontana, coordinato dagli Irccs di diritto pubblico coinvolgendo gli enti di ricerca e le università, per il trasferimento tecnologico in collaborazione con le imprese.




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