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Martedì 20 luglio 2021 - 15:45

Milano, Porcura C.Conti: 66 contestazioni su derivati, 70 mln danni

Tra i 64 ex amministratori anche l'ex sindaco Giuliano Pisapia

Milano, Porcura C.Conti: 66 contestazioni su derivati, 70 mln danni
Milano, 20 lug. (askanews) – La Procura della Corte dei conti per la Lombardia ha notificato un invito a dedurre a due intermediari finanziari e 64 tra ex amministratori e dirigenti della Città metropolitana di Milano in merito alla conclusione e gestione di alcuni contratti derivati “manifestamente diseconomici per l’ente”. Tra gli ex amministratori comparirebbe anche il nome del’ex sindaco Giuliano Pisapia.


Dall’attività istruttoria sono emersi “nei confronti dei destinatari dell’atto i presupposti per la contestazione preliminare di responsabilità risarcitoria amministrativo – contabile in ragione del nocumento patito dalla Città Metropolitana di Milano (già Provincia di Milano)”, spiega la nota della Corte dei Conti.



Il danno erariale ammonta a oltre 70 milioni di euro, “pari al valore delle commissioni e dei costi impliciti occultati dalle banche e dei flussi differenziali negativi corrisposti in adempimento dei contratti di swap, oltre alle somme che la Città Metropolitana di Milano ha dovuto versare in esecuzione della sentenza della High Court of Justice di Londra in ragione della contumacia e della soccombenza nel relativo giudizio avviato da una delle banche intermediarie”.


La Procura, spiega la nota, ha ravvisato nella condotta tenuta dagli istituti di credito un doloso occultamento delle reali condizioni finanziarie sottese alle operazioni in derivati, agevolato da inescusabili e concomitanti condotte, anche omissive, improntate a grave imperizia, imprudenza e negligenza degli organi decisionali e dei vertici burocratici dell’ente, per aver stipulato e mantenuto in vigore contratti derivati in assenza di congrue valutazioni circa il rischio e l’effettiva convenienza economica delle operazioni”. Per quanto riguarda le ipotizzate responsabilità degli amministratori pubblici, “le medesime non si collegano a firme incautamente apposte, ma a concrete e reiterate condotte connotate da grave superficialità e inescusabile leggerezza.



L’invito al contraddittorio, conclude la Corte dei Conti, “consentirà alla Procura di ponderare attentamente l’apporto causale dei vari operatori coinvolti nella causazione del danno, a escludere eventualmente talune responsabilità in base alle deduzioni prodotte, nonché ad accertare la correttezza del riparto soggettivo degli importi oggetto di indagine”.




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