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Martedì 20 luglio 2021 - 18:34

“Identificato per cartello ‘Non c’è antimafia senza antifascismo’”

A corteo per Borsellino nel Milanese. Interrogazione di Fratoianni

“Identificato per cartello ‘Non c’è antimafia senza antifascismo’”
Milano, 20 lug. (askanews) – “Ho deciso di esprimere il mio pensiero con un cartello molto semplice, scritto a pennarello nero su un foglio bianco: ‘Non c’è antimafia senza antifascismo’. Questo perché, in breve, le istituzioni attaccate dalla mafia appartengono alla Repubblica nata dalla Resistenza e fondata sulla Costituzione democratica che ripudia il fascismo. (…) Appena tirato fuori il cartello, alcuni carabinieri presenti mi hanno detto che non era ‘autorizzato’. Ho risposto che per i cartelli che esprimono il pensiero delle persone durante le manifestazioni pubbliche non servono autorizzazioni, specie sei si parla di principi condivisi come antimafia e antifascismo. La discussione è finita lì e ho continuato a tenere in mano il cartello. Alla fine della manifestazione, però, due giovani carabinieri si sono avvicinati di nuovo per chiedere di fornire la mie generalità”. E’ quanto ha denunciato con un post pubblicato sulla pagina Facebook della Sezione Anpi di Cologno Monzese (Milano), Giovanni Carissimo, raccontando quanto successo il 18 luglio scorso a Cologno mentre partecipava alla commemorazione della strage di via d’Amelio e in memoria del giudice antimafia Paolo Borsellino e degli/delle agenti della sua scorta.


“Ho domandato perché mi identificavano, e perché lo stessero chiedendo solo a me” ha continuato Carissimo, aggiungendo “hanno risposto che obbedivano agli ordini e che è facoltà dei pubblici ufficiali farlo. A quel punto ho ribattuto che gliele avrei senz’altro fornite ma che mi spettava quanto meno una motivazione. Poi altre persone si sono aggiunte alla discussione (andata avanti per un po’), e alla fine si sono fatte identificare assieme a me per esprimermi solidarietà e dissenso per l’accaduto”. “Sono certo di non aver fatto nulla di male e che non ci saranno conseguenze legali” precisa Carissimo, sottolineando “ci tengo a far circolare questa informazione ma soprattutto ci tengo ad andare fino in fondo alla vicenda: abbiamo il diritto di capire cosa è successo questa mattina a Cologno Monzese, 47 mila abitanti alle porte di Milano, nel 2021, dove sembra che esprimere pubblicamente i concetti di antimafia e antifascismo sia un problema”.



Sulla vicenda, Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana ha annunciato un’interrogazione parlamentare alla ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, per verificare quanto di surreale e di grave sia accaduto”, invitando contestualmente il Comando generale dell’Arma “a scusarsi con l’Anpi e con l’attivista antifascista/antimafia di Cologno e prendere i dovuti provvedimenti nei confronti dei responsabili di questa azione”.




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