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Giovedì 10 giugno 2021 - 12:18

Università Padova: testata una videochiamata protetta con Qkd

Crittografia quantistica sulla rete in fibra di ateneo

Padova, 10 giu. (askanews) – Nel numero di giugno 2021 della prestigiosa rivista dell’Optical Society of America “Optics Letters”, i ricercatori del gruppo QuantumFuture del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Padova hanno dimostrato la distribuzione di chiave quantistica (Qkd, dall’inglese Quantum Key Distribution) per finalità istituzionali dell’Università sulla rete in fibra ottica dell’Ateneo patavino, utilizzando dei sistemi da loro sviluppati e brevettati. Questo test è un passo importante verso l’integrazione completa della sicurezza quantistica sulle reti in fibra ottica volta a implementare il salto tecnologico nella sicurezza delle comunicazioni sollecitato energicamente sia livello europeo che nazionale.


Infatti, la Qkd permette di realizzare comunicazioni digitali sicure perché utilizza le proprietà quantistiche della luce per generare chiavi poi utilizzate per criptare e decriptare i dati.



“La Qkd è utile in tutte le situazioni in cui la sicurezza è fondamentale. Infatti, offre sicurezza incondizionata per il processo di scambio di chiave- dice Marco Avesani, ricercatore dell’Università di Padova e primo autore dell’articolo assieme a Luca Calderaro e Giulio Foletto -. Ad esempio, può essere usata per crittografare e autenticare le comunicazioni fra gli ospedali oppure le transazioni monetarie fra le banche”.


Nell’articolo, il gruppo di ricerca guidato dai Professori Paolo Villoresi e Giuseppe Vallone presenta un sistema semplice e stabile nel tempo che può generare chiavi crittografiche quantistiche su una linea in fibra ottica standard.



“Tipicamente, i sistemi di Qkd necessitano di un complesso apparato di stabilizzazione e componenti addizionali per la sincronizzazione – aggiunge Avesani. Il nostro sistema, invece, riduce notevolmente le procedure di stabilizzazione e non richiede hardware aggiuntivo per sincronizzarsi, per cui si adatta direttamente alle normali reti di comunicazione attualmente utilizzate. Inoltre, il sistema è contenuto in contenitori rack standard, che si trovano di solito nelle server room”.




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