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Giovedì 27 maggio 2021 - 18:55

Biodinamica, Triarico: grave diffodere idea agricoltori stregoni

Dopo polemiche su emendamento che equipara a agricoltura biologica

Biodinamica, Triarico: grave diffodere idea agricoltori stregoni
Roma, 27 mag. (askanews) – “Diffondere l’idea che si svolgano pratiche magiche sul nostro cibo è grave. La polemica politica non dovrebbe mai scendere a questi livelli”. Così Carlo Triarico, presidente della Associazione per l’agricoltura biodinamica, commenta in una intervista ad Askanews le polemiche nate dopo l’approvazione in Senato di un emendamento al disegno di legge sulla agricoltura biologica, che di fatto equipara agricoltura biologica e biodinamica.


La scorsa settimana il Senato ha approvato il ddl, atteso da 15 anni, quasi all’unanimità. Degli otto emendamenti presentati, quello sulla equiparazione dell’agricoltura biodinamica a quella biologica ha sollevato la reazione della senatrice a vita Elena Cattaneo, che ha definito l’agricoltura biodinamica “una pratica esoterica e stregonesca”. Poco prima del voto, era stato fatto anche un appello in una lettera aperta inviata ai senatori da oltre 20 scienziati italiani a non approvare l’emendamento. “Mi addolora, ma non mi stupisce, vedere anche istituzioni scientifiche farsi coinvolgere in una campagna mediatica, condotta con forze straordinarie e prevalentemente senza contraddittorio, che scredita il parlamento e il governo affermando, nel 2021, che assecondano migliaia di agricoltori stregoni”, commenta il presidente della associazione per l’agricoltura biodinamica.



Il ministero delle Politiche agricole stima in 4.500 le aziende che applicano le pratiche biodinamiche. Operano in ogni settore della filiera agroalimentare, ma in particolare nelle colture di pregio e ad alto valore aggiunto. Anche per questo il fatturato per ettaro è di 13.300 euro annui (la sua categoria di aziende meno redditizia è a 5.800 euro), rispetto alla media dell’agricoltura nazionale di 3.200 euro. “I lavoratori addetti per azienda sono 19, rispetto alla media nazionale di 2 – enumera Triarico – Dato rilevante considerato che le aziende italiane dell’agroalimentare con più di 9 addetti sono 5.878”. In agricoltura biodinamica la dimensione media è di 34,6 ettari (il biologico 28,4, la media nazionale 8,4). Il fatturato medio aziendale annuale è 461.022 euro (quasi 12 volte la media nazionale).


“Premetto che nel nostro paese esiste la Società Italiana di Scienze Biodinamiche, istituita da esimi scienziati – spiega Triarico – Quella contro la biodinamica è una polemica strumentale innescata da chi avversa la legge sul biologico. L’agricoltura biodinamica, al di là dei suoi presupposti filosofici, è una pratica agronomica ed è all’origine dell’agricoltura biologica. Per questo i regolamenti europei del bio, varati nel 1991, sono stati mutuati da quelli della biodinamica e la contemplano insieme alle sue metodiche”.



“Tra l’altro – ricorda Triarico – la legislazione italiana riconosce già l’agronomia biodinamica da molti anni”. Quanto ai preparati come il corno letame, citati come ‘pratiche stregonesche’, “sono invece mezzi tecnici previsti dal regolamento UE per tutta l’agricoltura biologica e come tali sono usati più dalle aziende biologiche che da quelle certificate biodinamiche. L’Italia prevede questi preparati nella sua normativa sui fertilizzati. Sono quindi sottoposti all’esame di una commissione tecnico scientifica”.


Qualora la Camera confermasse l’emendamento del Senato, cosa cambierebbe per l’agricoltura biodinamica a livello economico, ad esempio nell’accesso ai fondi? Non cambierebbe niente – spiega Triarico – La legge non ha voci di spesa e non finanzia niente. Le aziende biodinamiche hanno gli stessi diritti e doveri delle aziende biologiche, poiché sono certificate biologiche. Lo ‘scandalo’ biodinamica anche in questo è artificioso: far credere a finanziamenti per gli stregoni, con lo scopo di far saltare la legge”. Anche se, qualora la Camera, rivedendo la legge, eliminasse la biodinamica dal testo, essa dovrebbe ritornare al Senato “e non ci sarebbero più i tempi tecnici per approvarla. Salterebbe così una legge utile e votata all’unanimità”, chiosa Triarico.



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