Header Top
Logo
Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Cronaca
  • GerrisBoats, la barca elettrica che “volerà” su laghi e canali

colonna Sinistra
Mercoledì 26 maggio 2021 - 12:58

GerrisBoats, la barca elettrica che “volerà” su laghi e canali

Massimo Verme, cofounder della startup: in servizio da estate 2022

GerrisBoats, la barca elettrica che “volerà” su laghi e canali
Roma, 26 mag. (askanews) – Elettrica, silenziosa, in grado di abbattere l’inquinamento da onda, e anche versatile. Basta cambiare allestimento ed ecco che quello che era un taxiboat può diventare una limousine o un’idroambulanza. È GerrisBoats, l’innovativa piattaforma nata dall’ingegno di Massimo Verme e Roberto Rossi nella primavera del 2020 durante il primo lockdown, cuore dell’omonima startup che di recente ha rafforzato la compagine sociale con l’ingresso di 11 nuovi soci in vista dello sviluppo del primo prototipo.


GerrisBoats (https://GerrisBoats.com) prende il suo nome dal gerride (in inglese Gerris), l’insetto che pattina sugli specchi d’acqua sfiorandoli appena, proprio come fa questa imbarcazione che, non toccando l’acqua, è in grado di abbattere l’inquinamento d’onda, quel movimento continuo dell’acqua provocato dal passaggio delle imbarcazioni che, da un lato, provoca nel tempo l’erosione delle costruzioni, dei moli e dei monumenti che sorgono lungo i canali e dall’altra rende complessa la gestione del traffico.



A raccontare il progetto ad askanews è Massimo Verme, 50 anni, fondatore della startup insieme a Roberto Rossi, ingegnere esperto in marine systems. Insieme anche nell’azienda ligure Verme Projects. “Io e Roberto ci conosciamo dai tempi dell’università, finora abbiamo lavorato perlopiù realizzando progetti di altri, sempre in ambito nautico. Poi l’anno scorso durante il primo lockdown abbiamo iniziato a pensare come risolvere alcuni problemi che si presentano nella navigazione in acque interne, come la laguna di Venezia, o nei laghi, tenendo presente anche l’aspetto legato alle emissioni. Un sistema che fosse innovativo, non la semplice rivisitazione di qualcosa già esistente a cui applicare una propulsione elettrica per renderla ecofriendly. Troppo facile… Così è nata l’idea di GerrisBoats, startup a cui di recente si sono unite figure di spicco non solo del mondo della nautica, ma anche dell’ambiente accademico, oltre ad alcuni imprenditori interessati allo sviluppo dei prototipi e, nel prossimo futuro, del business”.


Il cuore del progetto è la parte inferiore della barca, quella a contatto con l’acqua. Una piattaforma nautica dalla forma inusuale, con uno scafo unico, costituito da un siluro propulsivo, dotato di ali e flap, due scafi laterali mobili che scorrono su montanti e un corpo centrale. “Il siluro – spiega Verme – include tutti i componenti di propulsione primaria con diverse possibili configurazioni: elettrico, a idrogeno o a gas. La sua carena innovativa presenta alcune caratteristiche importanti: bassa resistenza all’avanzamento, bassa formazione d’onda a qualsiasi velocità, efficace controllo del rollio a barca ferma e regolazione del pescaggio e dell’altezza d’imbarco. La piattaforma, sollevando lo scafo, può adattarsi all’altezza del molo, per consentire un trasferimento più agevole dalla terraferma alla barca, rendendo l’accesso agevole anche ai disabili. Volendo – aggiunge – questo tipo di imbarcazione può facilmente essere utilizzata come idroambulanza”.



GerrisBoats si presenta infatti come una struttura modulare: la parte inferiore basata sulla piattaforma (oggetto di brevetto) e quella superiore che può prevedere diversi allestimenti a seconda dell’utilizzo. E su questo si sta svolgendo un concorso di idee in collaborazione con l’Università di Genova che sta sviluppando una collaborazione anche sull’aspetto idrodinamico e di controllo.


“La piattaforma GerrisBoats – prosegue il cofounder – consente all’imbarcazione di muoversi sollevata sull’acqua. Si potrebbe pensare all’aliscafo o alle barche dotate di foil, ma a differenza di questi tipi di barche non deve raggiungere elevate velocità per sollevarsi. Questo significa potersi mettere in questo assetto anche a bassa velocità, anche all’interno dei centri urbani o dei porti commerciali. L’inserimento di scafetti laterali che vanno ad appoggiarsi sull’acqua, infatti, permette alla parte superiore della barca di alzarsi e restare sollevata dall’acqua, mantenendo lo scafo in equilibrio”. “Le barche foil, quando navigano, soprattutto quelle ad ali immerse, possono atterrare in modo brusco sull’acqua per qualsiasi motivo, un’avaria o un’onda anomala, ed avere un incidente” spiega Massimo Verme. “Nel caso di GerrisBoats, innanzitutto riusciamo a decollare ad una velocità più bassa, e poi ci sono gli scafetti laterali che, in caso di frenata, permettono un atterraggio morbido, un minor impatto sull’acqua. Questa caratteristica può fare la differenza nel trasporto passeggeri, settore su cui i tradizionali foil non possono essere davvero applicati”.



L’ingresso di nuovi soci sostenitori consentirà a GerrisBoats di sviluppare a partire da settembre il primo prototipo. “Pensiamo a tre possibili standard della piattaforma, anche se ora ci stiamo concentrando sui primi due che utilizzano lo stesso motore da 50 Kw con batterie che nel profilo operativo standard garantiscono un’autonomia di circa 4 ore e si ricaricano in un’ora. Il primo standard prevede una portata di circa 500 kg, quindi il trasporto di 6 persone; la seconda con una portata di 1,2 tonnellate in grado di trasportare 16-18 persone”. “Il nostro obiettivo – conclude Massimo Verme – è l’entrata in servizio per il trasporto passeggeri a partire dall’estate 2022, con ogni probabilità sul lago di Como”.


(Luciana Papa)


CONDIVIDI SU:
articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra

Torna su