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Giovedì 13 maggio 2021 - 14:58

Yale e Ospedale Bergamo dimostrano come Covid-19 attacca fegato

Analisi su 43 deceduti al Papa Giovanni XXIII in primavera 2020
Yale e Ospedale Bergamo dimostrano come Covid-19 attacca fegato

Milano, 13 mag. (askanews) – Il processo patologico che danneggia il fegato dei pazienti affetti da Covid-19 è una alterazione della vascolarizzazione, dovuta all’eccessiva produzione dell’interleuchina IL-6, una citochina che regola la risposta immunitaria dell’organismo. A dimostrarlo per la prima volta al mondo è uno studio dell’Università di Yale e dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Le analisi su modello animale nei laboratori Usa hanno riprodotto per la prima volta l’intero processo, confermando così il ruolo cruciale della citochina IL-6 e la descrizione del meccanismo di azione elaborato dai ricercatori del Papa Giovanni XXIII sulla base dell’analisi dei dati e delle radiografie derivanti da pazienti deceduti a Bergamo a causa del Covid-19 nel 2020.

I risultati di questa dimostrazione scientifica sono stati ora pubblicati sulla rivista Journal of Hepatology, una delle più prestigiose riviste al mondo di gastroepatologia. La collaborazione tra i ricercatori della prestigiosa Università di Yale, New Haven, Cunnecticut (Usa) e l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, ha permesso, per la prima volta, di analizzare e soprattutto riprodurre il meccanismo che conferma il ruolo-chiave della citochina IL-6 e della endoteliopatia, cioè l’infiammazione delle pareti dell’endotelio che riveste i vasi sanguigni, responsabile del danno epatico associato a forme gravi e mortali di Covid-19.

Il virus Sars-Cov-2 induce cioè le cellule dell’endotelio dei vasi sanguigni che irrorano il fegato a produrre una proteina chiamata interleuchina IL-6, che in situazioni normali agisce con funzione di regolazione dei processi immunitari. Quando la sua produzione è sregolata ed eccessiva può portare a stati infiammatori anomali. Nel caso del Covid-19, questa tempesta porta allo stato infiammatorio (endoteliopatia) e alla coagulazione del sangue all’interno dei vasi. Per arrivare a questi risultati sono stati valutati i campioni istologici di fegato relativi a 43 pazienti deceduti all’Ospedale di Bergamo nella primavera del 2020.

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