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Mercoledì 5 maggio 2021 - 07:21

“Vacanze più sicure ma dipenderà dai contagi” (Ippolito)

L'infettivologo: "Preoccupano irresponsabili accalcati in piazza a Milano"
“Vacanze più sicure ma dipenderà dai contagi” (Ippolito)

Roma, 5 mag. (askanews) – Giuseppe Ippolito, infettivologo del Cts e direttore scientifico dello Spallanzani in un’intervista al Corriere della sera interviene sul tema delle vacanze su cui ieri il premier Draghi ha puntato per sostenere il turismo in Italia: un’estate sicura? “Sì, ma innanzitutto dipenderà dall’andamento dell’epidemia e, in parte, anche dalla possibilità di possedere un’attestazione vaccinale”.

“In vista dell’estate si sta cercando di garantire la mobilità all’interno dell’Italia e tra Paesi. Il 29 aprile il Parlamento europeo ha votato il certificato Eu Covid-19. Non tutti i dettagli sono stati messi a punto, c’è bisogno del confronto tra i governi. Probabilmente servirà che una persona sia stata vaccinata o che sia guarita dall’infezione o che abbia eseguito un test con esito negativo. È un approccio simile a quello adottato dall’Italia nel decreto riaperture”, spiega, “gli Stati riconosceranno i certificati rilasciati dai Paesi di provenienza ai vaccinati con i preparati ora autorizzati nell’Ue, al momento PfizerBioNTech, Moderna, AstraZeneca e J&J. Ricordo però che il certificato non sarà un prerequisito per viaggiare, ma ha lo scopo di limitare i disagi derivanti dalla necessità di quarantena, isolamentooaltri test all’arrivo”.

“Il certificato non si sostituisce alle ordinanze, incluse ù fino a nuove disposizioni ù quelle del ministero della Salute italiano, quando stabiliscono l’obbligo per chi arriva di fare il tampone e la quarantena di cinque giorni”, prosegue Ippolito che a proposito della variante indiana dice: “Non sono particolarmente preoccupato. Sono più preoccupato per le migliaia di irresponsabili ù e voglio usare un termine educato ù che domenica si sono accalcati in piazza Duomo a Milano, mettendo a rischio la salute propria e dei propri familiari.

Speriamo di non pagarne le conseguenze tra una quindicina di giorni”.

L’India “è un Paese di 1,4 miliardi di abitanti che si avvia a sorpassare la Cina come il più popolato al mondo. Dall’inizio della pandemia ha avuto 20 milioni di casi positivi e circa 220 mila decessi. In questo momento il tasso di incidenza, ovvero il rapporto tra il numero di casi positivi e la popolazione, è simile a quello che c’era in Italia una settimana fa”, chiarisce l’infettivologo secondo il quale “dopo un lockdown molto pesante, l’India era uscita dalla prima ondata e alcuni studi avevano stimato che circa un quarto della popolazione adulta si fosse infettata: parliamo di circa 270 milioni di persone, circa venti volte di più dei casi positivi certificati. Forse si pensava che il peggio fosse passato. E così il governo ha consentito lo svolgimento, senza particolari limitazioni, del più grande raduno religioso del mondo, con decine di milioni di persone nella città In prima linesacra di Haridwar per i bagni rituali nel fiume Gange”.

Gal/Int5

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