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Giovedì 15 aprile 2021 - 11:33

Auto “clonate” e rivendute: 3 misure cautelari in Puglia

Utlizzate carte di circolazione rubate a Enna nel 2004

Roma, 15 apr. (askanews) – Riciclaggio e ricettazione in concorso, truffa, uso di atto falso in relazione alla falsità materiale commessa da privato e da pubblico ufficiale in atti pubblici, possesso e fabbricazione di documenti d’identificazione falsi. Sono queste le accuse che oggi hanno portato i carabinieri di Taranto e Brindisi a notificare tre provvedimenti cautelari, uno in carcere, l’altro ai domiciliari ed il terzo, obbligo di dimora.

L’indagine è partita nel settembre del 2018 dopo la denuncia presentata da una donna che ha riferito di aver scoperto che l’autovettura di sua proprietà risultava intestata ad una terza persona, precisando nella circostanza di non aver venduto il veicolo a nessuno e di non conoscere il nuovo proprietario del mezzo.

Le successive indagini della Procura di Brindisi hanno consentito di accertare come, effettivamente, sul territorio nazionale, circolasse un clone dell’autovettura della denunciante, alla stessa identica per modello, colore, targa e telaio. I militari hanno poi scoperto che la carta di circolazione è risultata fare parte di un intero stock di carte in bianco provento di furto avvenuto nel 2004, in danno della Motorizzazione Civile di Enna mentre il furto del veicolo “clone” era stato denunciato a Fasano nell’aprile del 2018.

Per consentire la commercializzazione apparentemente lecita del clone, inoltre, era stato messo in scena un finto trasferimento di proprietà, avvenuto, tra l’indagato associato alla Casa Circondariale, curatore della vendita del veicolo e l’acquirente dello stesso, presso un’agenzia di pratiche auto di San Pancrazio Salentino. Il titolare dell’agenzia di disbrigo pratiche auto è stato posto ai domiciliari.

Pare che in passato analoghe attività di “clonatura” fossero state compiute con la complicità di un concessionario di auto usate di Tuturano (BR), che è stato sottoposto all’obbligo di dimora. Nel corso delle indagini sono stati individuati e sequestrati tre veicoli, tutti provento di furti, avvenuti nelle province di Brindisi, Taranto e Napoli, nonché i relativi documenti di circolazione, anch’essi provento del furto avvenuto a Enna.

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