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Martedì 6 aprile 2021 - 13:18

Confeuro: per ristorazione non basta politica stop and go

Puntare su turismo prossimità ed eccellenze alimentari
Confeuro: per ristorazione non basta politica stop and go

Roma, 6 apr. (askanews) – “Il settore della ristorazione è stato uno dei più colpiti a causa dell’emergenza sanitaria, con ricadute su tutta la filiera agroalimentare. Per farlo ripartire è necessario pensare a soluzioni che permettano di riaprire appena possibile in sicurezza, andando oltre alla semplice politica di stop-and-go che ha contraddistinto i mesi passati, lasciando nell’incertezza gli operatori del settore”. Lo scrive in una nota Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro.

Dopo le chiusure delle festività pasquali quattro italiani su dieci, circa 24,4 milioni di persone, si trovano fuori dalla zona rossa, ma il servizio al tavolo o al bancone non è ancora consentito sull’intero territorio nazionale. Con l’arrivo della bella stagione le strutture ricettive, incluse quelle agrituristiche, possono offrire nuovi spazi all’aperto ai clienti. Occorre pertanto pensare alla possibilità di far ripartire queste attività nel rispetto delle regole”, afferma Tiso.

Una delle chiavi per la ripartenza, secondo Confeuro, può essere proprio la promozione del turismo di prossimità, che può compensare almeno in parte il crollo del turismo straniero, permettendo tutte le attività all’aria aperta che presentano meno rischi e possono riportare la gente nei nostri borghi e nelle campagne. “In questo modo il pubblico potrà riscoprire le specialità locali e le eccellenza alimentari che hanno reso famosa l’Italia nel mondo. La rinascita dell’agricoltura può passare anche da una nuova idea di turismo, che ha preso sempre più piede negli ultimi anni. Con i dovuti incentivi, il turismo di prossimità può decollare per guadagnare nuove fette di mercato, sensibilizzando le persone all’agricoltura sostenibile e alla cura del territorio”, conclude Tiso.

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