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Mercoledì 31 marzo 2021 - 14:25

Campagna Io accolgo: norma per iscrivere figli immigrati ad anagrafe

Il Governo adotti con urgenza il provvedimento
Campagna Io accolgo: norma per iscrivere figli immigrati ad anagrafe

Roma, 31 mar. (askanews) – In una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio Mario Draghi e alle ministre Luciana Lamorgese, Marta Cartabia ed Elena Bonetti, la Campagna “Io accolgo”, che riunisce decine di organizzazioni sociali chiede di intervenire al più presto con un decreto legge che ponga fine a quella che definisce “una grave ingiustizia e violazione dei diritti umani” consentendo ai figli di persone straniere presenti irregolarmente in Italia di iscrivere i propri figli all’anagrafe.

Il cosiddetto “pacchetto sicurezza”, del 2009, si ricorda, ha tolto gli atti di stato civile dalle pratiche per cui non è necessario presentare il permesso di soggiorno. “La legge impedisce così di fatto la registrazione alla nascita dei bambini e delle bambine figli di persone straniere presenti in Italia in modo irregolare”, sottolinea la Campagna ricordando come si preveda, infatti, che i genitori presentino il permesso di soggiorno nel momento in cui entrano negli uffici dell’anagrafe. Eppure le circolari interpretative del Ministero dell’Interno affermano che, nello svolgimento delle attività riguardanti le dichiarazioni di nascita e di riconoscimento di filiazione, “non devono essere esibiti documenti inerenti al soggiorno, trattandosi di dichiarazioni rese, anche a tutela del minore, nell’interesse pubblico della certezza delle situazioni di fatto”.

“Nonostante la circolare interpretativa, le disposizioni della legge 94/2009 permangono e potrebbero indurre i genitori non in regola con i documenti di soggiorno a non provvedere alla registrazione della nascita dei figli nati in Italia, per paura di essere identificati ed esposti al rischio di espulsione o ad altre forme di penalizzazione. – afferma la Campagna ‘Io accolgo’ – Non dobbiamo ignorare il fatto che, ove fosse applicata la legge (che ha valenza superiore alla circolare), avremmo in Italia bambini e bambine senza un nome, discriminati e privati di ogni diritto e protezioni essenziali, quali le cure mediche e l’istruzione, con maggiori probabilità di essere esposti ad abusi e sfruttamento”. E questo, si fa notare, in contrasto con la stessa Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, ratificata dall’Italia. La Campagna chiede, quindi, che il governo adotti “al più presto un decreto legge, da convertire in Parlamento, che ponga rimedio alla violazione dei diritti fondamentali delle persone introdotta dalla legge 94”.

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