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Mercoledì 17 febbraio 2021 - 16:51

Stellantis con Unasca per formare neopatenti su mobilità green

Progetto Pole Position del team e-Mobility guidato da Di Stefano
Stellantis con Unasca per formare neopatenti su mobilità green

Milano, 17 feb. (askanews) – Diffondere tra i giovani che si stanno avvicinando per la prima volta al volante di una vettura, attraverso gli istruttori di scuola guida, i concetti di una nuova mobilità e al tempo stesso spiegare le caratteristiche delle auto elettriche e ibride. Sono gli obiettivi del progetto Pole Position, sviluppato dal team e-Mobility di Stellantis e Unasca (Unione Nazionale Autoscuole, Studi di Consulenza Automobilistica), pensato per gli istruttori di suola guida e per i futuri neopatentati.

La collaborazione tra il team e-Mobility di Stellantis e Unasca si sviluppa in più fasi. La prima fase parte in questi giorni con un “pacchetto formativo” incentrato su tecnologia di base, modalità di ricarica, stili di guida, caratteristiche specifiche dell’elettrificazione, manutenzione e sicurezza. Questo percorso è una sorta di “formazione dei formatori” in quanto è rivolto a 60 esperti di Unasca, i quali avranno poi il compito di rivolgersi agli oltre 3 mila istruttori distribuiti sul territorio nazionale che, infine, diffonderanno ai giovani in procinto di ottenere la patente di guida le informazioni apprese.

“Il progetto Pole Position – afferma Roberto Di Stefano, e-Mobility Stellantis – è un nuovo tassello delle numerose attività che abbiamo avviato per diffondere la cultura dell’e-Mobility presso i giovani, in particolare tra chi sta avvicinandosi alla guida. E sapendo che, per forza di cose, già il futuro immediato della mobilità sarà sempre più elettrico, è fondamentale indirizzare i neo-patentati verso una guida più responsabile e sostenibile”.

“Una collaborazione preziosa tra Stellantis e Unasca che stimolerà ancora di più la promozione e la diffusione della mobilità elettrica nei programmi di scuola guida destinati a tutte le generazioni di automobilisti, inclusi quelli professionali”, spiega Emilio Patella, Unasca Centro Studi Cesare Ferrari.  

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