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Martedì 9 febbraio 2021 - 17:54

Amatrice, giudice: case ex Iacp crollate per difetto progettazione

Le motivazioni della sentenza emessa nel settembre scorso

Roma, 9 feb. (askanews) – Il terremoto di Amatrice, del 24 agosto 2016, “certamente non può definirsi eccezionale; né sono stati a parere del giudice dimostrati profili di eccezionalità degli effetti”. Lo scrive il giudice Carlo Sabatini nelle motivazioni della sentenza che lo scorso 8 settembre ha condannato cinque imputati a 36 anni di carcere in totale. Il crollo oggetto del processo riguarda due palazzine ex Iacp in cui persero la vita 18 persone.

Secondo il giudice “si ritiene che il crollo sia da imputare in primis a difetti di progettazione, che riguardavano: la previsione di 17 pilastri (invece dei 23 contemplati nel progetto portato all’autorizzazione dello Iacp e del Genio civile), pilastri che erano di dimensioni insufficienti di numero, collegati dai soli solai peraltro in punti ‘asimmetrici’; pilastri che risultavano non calcolati per tutte le direzioni di possibile ingresso del sisma e per le azioni a taglio”.

Nel documento di oltre 500 pagine si sottolineano i “difetti di esecuzione che riguardavano” tra l’altro “la carente piegatura dei ferri, la mancanza di uno dei ferri posizionati sul lato trasversale” e “l’utilizzo di un cemento scadente, o comunque di qualità inferiore a quello di progetto”. Ed “ulteriore concausa dell’evento sono state le reiterate omissioni nelle procedure di verifica delle opere da parte dei pubblici funzionari che avrebbero potuto e dovuto rilevare i difetti, negare le autorizzazioni di loro competenza o finanche solo disporre degli approfondimenti”.

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