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Mercoledì 3 febbraio 2021 - 11:53

Abruzzo, studio Cna: il credito alle imprese va a rilento

"Garanzia statale non usata da banche per aumento volume prestiti

Pescara, 3 feb. (askanews) – “La garanzia concessa dallo Stato come sostitutiva, e non integrativa, di quanto normalmente le banche concedano attraverso il credito alle imprese, tanto da generare in Abruzzo un finanziamento medio per impresa largamente al di sotto della media nazionale. E tutto questo mentre il risparmio delle famiglie, al contrario, gonfia conti correnti e libretti di deposito bancari e postali, nelle nostre province, ben al di sopra della media Italia”.

E’ la realtà del credito in Abruzzo secondo una indagine realizzata per la Cna Abruzzo da Aldo Ronci, che ne ha analizzato i volumi nel terzo trimestre del 2020. «Nel periodo preso in considerazione – spiega il curatore dello studio – ovvero quello tra il 30 settembre 2019 e il 30 settembre del 2020, sono stati erogati complessivamente al sistema delle imprese abruzzesi, in grave crisi di liquiditaà, qualcosa come 10 miliardi e 968 milioni di euro, 2 miliardi e 647 milioni dei quali andati a piccole imprese. Di questa massa, peroà, ben un miliardo e 385 milioni eà stato erogato attraverso i provvedimenti varati dal governo con i decreti “Cura Italia” e “Liquiditaà” con una garanzia che arriva anche al 100% per i prestiti fino a 30mila euro: non poco, se non fosse per il fatto che proprio i finanziamenti garantiti dallo Stato hanno finito per compensare, seppure non di troppo, il decremento rispetto al periodo precedente di quelli ordinariamente erogati».

Le banche, si ragiona insomma in casa Cna, hanno finito per usare la garanzia statale non per accrescere la massa di credito complessivamente concessa alle imprese, ma per sostituirla.

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