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Giovedì 21 gennaio 2021 - 18:31

Nel 2020 record di ore volo per i “Predator” italiani

55mila ore totali per gli aerei a pilotaggio remoto del 32° Stormo
Nel 2020 record di ore volo per i “Predator” italiani

Amendola (Fg), 21 gen. (askanews) – Hanno raggiunto il traguardo di 55.000 ore di volo totali i Predator dell’Aeronautica Militare. Massimo annuale nel 2020 con 7.100 ore volate.

Il 32° Stormo di Amendola (Fg), con i velivoli Predator del 28° Gruppo APR (Aerei a pilotaggio remoto), del 61° Gruppo operante da Sigonella e del Task Group “Araba Fenice” operante fuori dai confini nazionali, ha raggiunto il traguardo di 55.000 ore di volo totali, di cui 7.100 ore volate nel solo 2020. Nonostante le limitazioni imposte dall’emergenza pandemica durante lo scorso anno, si tratta del massimo annuale da quando l’Aeronautica Militare ha in dotazione questo tipo di aerei.

Nel 2020 il 32° Stormo di Amendola ha proseguito, senza soluzione di continuità, ad operare in Italia e all’estero con i sistemi d’arma MQ-1 e MQ-9, sia in adempimento ai compiti istituzionali che in supporto ad altri Dicasteri, oltre all’impiego a favore NATO e della Coalizione anti-Isis .

Il traguardo delle 55.000 ore di volo totali, frutto dell’attività sinergica del 28° Gruppo, che il primo gennaio 2021 ha compiuto 90 anni, operante dalla base di Amendola con velivoli MQ1-C e MQ9-A, del 61° Gruppo da Sigonella con MQ1-C e del Task Group “Araba Fenice” operante fuori dai confini nazionali con MQ9-A, testimonia, ancora di più nel difficile anno che ci lasciamo alle spalle, l’impegno e la dedizione degli uomini e delle donne dell’Aeronautica Militare nell’assolvimento della propria missione a supporto delle esigenze del Paese e come contributo alla sicurezza nazionale ed internazionale.

Le caratteristiche specifiche e le capacità peculiari dei Sistemi d’Arma della “famiglia” Predator, esprimibili attraverso i propri sensori nell’ambito di missioni ISR (Intelligence, Surveillance and Reconnaissance), hanno reso l’impiego di questi velivoli indispensabile nelle operazioni fuori dai confini nazionali. In Kuwait, ad esempio, nell’ambito dell’operazione multinazionale “Inherent Resolve”, l’assetto MQ9-A rappresenta uno strumento di rilevanza strategica grazie all’indiscutibile contributo fornito alla coalizione. Analogamente, all’interno dell’Alleanza Atlantica, il 28° Gruppo, nella sua attività di raccolta di informazioni a favore della Missione Internazionale KFOR, assicura alla NATO prodotti ad alta qualità, che soddisfano le esigenze informative contribuendo in modo determinante alle attività di stabilizzazione dell’area balcanica.

I Predator della Forza Armata operano anche a favore di EUNAV FOR MED Operation Irini, con lo scopo primario di controllare il rispetto dell’embargo in Libia, imposto dalle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite – UNSCR 1970 (2011), UNSCR 2292 (2016), UNSCR 2473 (2019) e UNSCR 2510 (2020) – grazie alle notevole capacità di persistenza e ricerca, che rappresentano alcuni degli elementi principali che garantiscono efficacia alle attività ISR tipiche di questi velivoli.

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