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Giovedì 14 gennaio 2021 - 10:58

Coronavirus, schema terapia domicilare italiano va in Usa

Messo a punto da 200 medici che da aprile aiutano pazienti su Fb
Coronavirus, schema terapia domicilare italiano va in Usa

Roma, 14 gen. (askanews) – E’ stato condiviso anche negli Stati Uniti lo schema terapeutico di cura domiciliare per il Covid-19 redatto da circa 200 medici e specialisti italiani. Da aprile scorso, infatti, su un gruppo Facebook – oltre 52.000 membri – denominato #terapiadomiciliarecovid19, decine di medici di diverse regioni italiane si confrontano sulle terapie precoci, supportando a distanza cittadini positivi sintomatici che si sentono abbandonati dai territori e lasciati senza un’adeguata cura tempestiva, evitando, soprattutto in questa seconda ondata, centinaia di ospedalizzazioni con le cure a casa, seguiti da medici a distanza.

L’avvocato Erich Grimaldi, presidente del “Comitato per il diritto alla cura tempestiva domiciliare nell’epidemia di Covid-19”, fondatore e amministratore del gruppo, ha spiegato che diversi medici “hanno ritenuto doveroso e indispensabile stilare uno schema terapeutico che tenesse conto delle evidenze e delle proprie esperienze, avendo curato centinaia di persone a domicilio”. Un modello che è stato anche “condiviso negli Stati Uniti dal dr. Harvey Risch, professore e epidemiologo della Yale School of Public Health e Yale School of Medicine Usa e dal dr. Peter A. McCullough, cardiologo e presidente della Cardiorenal Society of America” ha aggiounto, oltre che da alcuni medici brasiliani tra cui il dr. Sylvio Provenzano, a capo del Servizio de Clínica Médica – Hospedale Federal dos Servidores do Estado di Rio de Janeiro.

Il prof. Harvey Risch e il dr. Sylvio Povenzano, inoltre, hanno suggerito l’uso di un altro farmaco, l’Ivermectina, nella prima fase dello schema terapico che però al momento, nonostante studi osservazionali e l’indicazione in alcuni protocolli in Brasile e negli Stati Uniti, anche in profilassi, non è prevista in Italia da Aifa nell’uso off label per le cure sperimentali del Covid19. Un farmaco che, ha sottolineato l’avvocato Grimaldi “potrebbe rappresentare un’arma in più contro il Covid-19, in fase precoce domiciliare, motivo per cui è opportuno, come chiarito anche dal CDS, sino alla pubblicazione di studi randomizzati, che possano dichiararne l’inefficacia, sperimentarne l’uso off-label in condizioni di sicurezza ed appropriatezza”.

Con l’avvio della campagna vaccinale, ha ribadito Grimaldi, “la battaglia contro questo virus deve vincersi a domicilio e con il supporto concreto dei medici dei territori, come avvenuto in tutte le pandemie, che hanno caratterizzato la nostra storia”. Lo schema è stato inviato alla presidenza del Consiglio e alle Regioni con la richiesta di condividerlo con le aziende sanitarie territoriali e i medici di medicina generale e all’Agenzia Italiana del Farmaco e al Ministero della Salute con l’invito a considerare con urgenza la sperimentazione in fase precoce dell’Ivermectina.

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