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Martedì 12 gennaio 2021 - 15:35

Prosecco Doc in 2020 supera 500 mln di bottiglie certificate

Zanette: traguardo storico ma non è un punto di arrivo
Prosecco Doc in 2020 supera 500 mln di bottiglie certificate

Roma, 12 gen. (askanews) – Il Prosecco Doc nel 2020 ha superato la soglia delle 500 milioni di bottiglie certificate nell’arco di un anno. E questo nonostante il Covid abbia rallentato il consumo di vino e di vini spumanti in particolare. “Si tratta di un traguardo storico per il Prosecco DOC però non costituisce di certo un punto d’arrivo”, commenta commenta il presidente del Consorzio, Stefano Zanette. “Sono molte, infatti, le sfide che ancora ci attendono, a cominciare da quella che riguarda la segmentazione dell’offerta con una maggior caratterizzazione delle produzioni – spiega – anche dal punto di vista organolettico sensoriale, senza dimenticare le azioni, già avviate da tempo, tese a migliorare il percepito della denominazione, con riguardo, in particolare, alla sostenibilità ambientale e sociale dell’intero territorio della DOC Prosecco. Azioni queste che saranno privilegiate per un consolidamento dei mercati principali, piuttosto che per accrescere i soli volumi di vendita”.

Anche se nel mese di dicembre erano trapelate notizie allarmistiche sull’andamento dei consumi dei vini spumanti, la DOC Prosecco è riuscita a chiudere l’anno con una crescita del 2,8% rispetto ai volumi certificati nel 2019 che, in valori assoluti, vuol dire un incremento di poco inferiore ai 14 milioni di bottiglie.

“Questo risultato – continua Zanette – ci ha fatto riflettere anche sulle motivazioni che, anche in un’annata difficile come questa, hanno determinato il favore del consumatore nei confronti delle nostre produzioni. In primis abbiamo notato, numeri alla mano, come non sia dipeso esclusivamente dall’introduzione della tipologia rosé che, entrando in scena nel momento più opportuno, ha fatto registrare una produzione [in linea con le previsioni] di 16,8 milioni di bottiglie, bensì, in larga parte, dalla consapevolezza del consumatore nello scegliere Prosecco DOC”.

Infatti, laddove il consumatore ha l’opportunità di acquistare un vino vedendo l’etichetta, quando vuole un Prosecco, compra un Prosecco, mentre nella somministrazione, talvolta, chiede un Prosecco ma gli viene servito un altro vino.

“Nella speranza che a breve la ristorazione possa riprendere la propria attività – aggiunge Zanette – vorremmo che anche i pubblici esercizi si impegnassero nel comunicare correttamente l’agroalimentare di qualità e il Prosecco in particolare, così come noi, in diverse occasioni e in modi diversi abbiamo testimoniato la nostra vicinanza a questo settore fondamentale dell’economia del nostro paese”.

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