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Giovedì 10 dicembre 2020 - 11:01

Covid, 50% dipendenti Pmi Ue preoccupati per il posto di lavoro

Carriera a rischio per gli under 30. Ricerca Censuswide per Sharp
Covid, 50% dipendenti Pmi Ue preoccupati per il posto di lavoro

Milano, 10 dic. (askanews) – Un lavoratore su due delle Pmi europee è preoccupato per il proprio posto di lavoro a causa della pandemia Covid. E se lo smart working ha permesso di trovare nuovi equilibri fra vita privata e professionale e, in alcuni casi, di aumentare la produttività, oggi, soprattutto fra gli under 30, c’è l’esigenza di tornare al lavoro in presenza per proseguire nella crescita professionale e costruirsi opportunità di carriera. E’ quanto emerge da una ricerca realizzata da Censuswide per Sharp che ha coinvolto 6mila impiegati in 8 paesi europei (Italia, Gran Bretagna, Francia, Paesi Bassi, Germania, Spagna, Svezia, Polonia) e che servirà come base per un report sul tema “Il lavoro del futuro” che Sharp prevede di pubblicare all’inizio del 2021.

“Fra gli under 30 – spiega Carlo Alberto Tenchini, direttore marketing e comunicazione di Sharp Italia – c’è la convinzione che lo smart working offre sì maggiore libertà, ma può costituire un fattore di freno al loro sviluppo professionale. I giovani hanno bisogno di confrontarsi con adulti e colleghi senior perché così si creano quei rapporti intergenerazionali che ne favoriscono la crescita”.

Per il 48,7% degli intervistati, in cima alle priorità professionali di questa fase c’è la certezza della continuità lavorativa; al secondo posto (46,2%) la possibilità di usufruire di strumenti tecnologici adeguati per lavorare in smart working. Cambia anche il rapporto rispetto al datore di lavoro: per la maggior parte degli intervistati (41,7%) ciò che viene maggiormente apprezzato non è tanto lo stipendio più o meno alto che è in grado di corrispondere, ma il modo in cui tratta i dipendenti. Fra gli aspetti apprezzati dello smart working, il 46% degli intervistati indica la possibilità di avere orari flessibili, il 44,2% l’opportunità di formazione offerta online e il 36% i vantaggi economici, mentre per il futuro il 30,4% chiede di bilanciare lavoro da remoto e in sede, mentre solo il 16,6% opterebbe per il lavoro full time da remoto.

Anche per la maggioranza degli under30 (43,9%), la priorità è la certezza della continuità lavorativa, ma un terzo (34%) si dichiara preoccupato anche delle prospettive di carriera. E se Il 60% è d’accordo sul fatto che lo smart working abbia migliorato la produttività, il 56% sostiene che sia più difficile rimanere informati su quanto accade in azienda e il 47% che è difficile mantenere il giusto livello di motivazione.

Non molto diversa la situazione per i “colleghi” europei: oltre il 50% è angosciato pensando alle proprie prospettive lavorative, soprattutto per la mancanza di formazione, di opportunità di carriera e per le difficoltà nel mantenere aggiornate le proprie competenze. Quanto agli under30 europei, il 51% di loro ritiene che il lavoro da remoto abbia migliorato la loro produttività e che la tecnologia abbia consentito di svolgere il lavoro in modo più efficace (63%), anche se il 55% sostiene di sentirsi tagliato fuori dal proprio team e poco più della metà dichiara che è difficile mantenere il giusto livello di motivazione. La ricerca ha dimostrato che gli under 30 si aspettano che il datore di lavoro li supporti con strumenti per l’apprendimento e lo sviluppo delle competenze, mentre il 63% ha affermato che con il lockdown, presta maggiore maggiore attenzione alle opportunità di formazione. Allo stesso tempo, il 41% ritiene che il datore di lavoro dovrebbe offrire ai propri dipendenti corsi online o workshop aziendali.

“Mentre le aziende pianificano il futuro del lavoro, è importante assicurarsi che non vengano lasciati indietro i fattori chiave per lo sviluppo del percorso professionale della generazione dei ‘nativi digitali’ e allo stesso tempo è determinante assicurarsi che la tecnologia sia usata come strumento per l’apprendimento e la collaborazione, visto il continuo cambiamento del modo in cui lavoriamo”, afferma Rob Davis, Solutions & Services Business Manager di Sharp.

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