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Giovedì 26 novembre 2020 - 13:50

Liliana Segre a master Insubria: chi salva una vita salva il mondo

In Psicotraumatologia per imparare ad assistere vittime violenza
Liliana Segre a master Insubria: chi salva una vita salva il mondo

Milano, 26 nov. (askanews) – “La mia esperienza esistenziale ha una peculiarità che può incrociare i temi del vostro meeting: essere stata tanto vittima di qualcosa di atroce, quanto in qualche modo taumaturga di me stessa, dovendomi accudire da sola nella lotta per la sopravvivenza ad Auschwitz. Una cura di sé affatto straordinaria, quella della vittima che doveva salvare la vittima”. Questo un passaggio del messaggio di saluti inviato dalla senatrice Liliana Segre per la prima lezione online del Master in Psicotraumatologia dell’Università dell’Insubria, rivolto ad avvocati, poliziotti, medici, psicologi e assistenti sociali di Varese e di Como. Il master è stato ideato dal presidente della Scuola di Medicina dell’ateneo Giulio Carcano e diretto dal professore Marco Bellani e da Daniela Borgonovo, Procuratore della Repubblica di Varese. 

La senatrice a vita si è poi rivolta direttamente ai partecipanti al master: “Auguro naturalmente a tutti voi di non aver mai a che fare con pazienti traumatizzati a questo modo, ma al tempo stesso che vi sostenga sempre, nel vostro lavoro e nella vostra vita, una massima del Talmud dal valore universale: chi salva una vita salva il mondo intero”.

“Ancora oggi – ha ricordato Liliana Segre – racconto sempre che mi sento di avere in cura quella bambina che fui io ad otto anni, quando ebbi il trauma di sentire alla radio che ero stata espulsa dalla scuola, per non dire della me stessa gettata nell’inferno del campo di sterminio. Come vedete un rapporto straordinario fra medico e paziente, fra vittima e curatore. Dove ogni distanza critica era annullata e anzi impossibile”.

Il master è rivolto a figure che “sono già impegnate in prima linea a prevenire e contrastare la violenza in tutte le sue forme, ma sono desiderosi di conoscere più a fondo le piaghe della violenza”, spiega Silvia Nanni, coordinatrice dell’Ufficio Fasce Deboli del Tribunale di Varese.

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