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Martedì 29 settembre 2020 - 10:34

Da Bulciago alla Siria: Brignoli presa dopo 4 anni di latitanza

Destinataria di un ordine di arresto, era irreperibile da inizio 2015
Da Bulciago alla Siria: Brignoli presa dopo 4 anni di latitanza

Milano, 29 set. (askanews) – Destinataria di un ordine di arresto nell’aprile 2016, si era resa irreperibile dal gennaio 2015. Ossia quando, secondo la ricostruzione dell’antiterrorismo di Milano, dopo essersi convertita all’Islam con il nome di Aisha, lasciò Bulciago, paesino della provincia di Lecco, e andò in Siria insieme al marito, il marocchino Mohamed Koraici, e i suoi tre figli di 6, 4 e 2 anni. La latitanza di Alice Brignoli è durata oltre 4 anni: i carabinieri del Ros l’hanno rintracciata e arrestata in Siria (dove ha avuto un quarto figlio) per rimpatriarla in Italia insieme ai suoi figli minorenni. Secondo quanto ricostruito nelle indagini condotte dai pm Francesco Cajani e coordinate dal pm Alberto Nobili, capo del pool antiterrorsimo della procura di Milano, durante la sua lunga permanenza in Siria la donna “ha ricoperto un ruolo attivo nell’istruzione dei figli alla causa del jihad”, mentre il marito Koraichi “ha preso parte alle operazioni militari del Califfato” ed è morto nei combattimenti.

Si chiude così l’operazione che nell’aprile 2016 aveva portato in carcere altri 4 presunti terroristi: il cosiddetto “pugile dell’Isis” Abderrahim Moutaharrik, ex campione di thai boxe particolarmente conosciuto in Svizzera (si allenava in una palestra di Lugano) che, secondo gli inquirenti, voleva diventare un “martire di Allah” ed era pronto a compiere un attentato a Roma, facendosi esplodere in Vaticano o davanti all’ambasciata di Israele, sua moglie Salma Bencharrki, Abderrahmane Khachia, fratello di un giovane “martire” già morto in Siria, e Wafa Koraichi, sorella del marito di Brignoli Mohamed. Sarebbe stato quest’ultimo, sempre stando a quanto ricostruito nel corso delle indagini, a fornire a Moutaharrik la cosiddetta “tazkia”, ossia quella sorta di “raccomandazione” necessaria per essere arruolati tra i miliziani di Al Baghdadi. Nel frattempo sono arrivate le condanne definitive per tutti i 4 presunti terroristi arrestati nel 2016: 6 anni per il “puglie dell’Isis” Moutaharrik, 3 anni e 4 mesi per la moglie Bencharkki e per Wafa Koraici, 5 anni e 4 mesi per Khachia. Ora Alice Brignoli dovrà affrontare un processo in Italia per terrorismo internazionale.

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