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Mercoledì 2 settembre 2020 - 12:45

Vino, Soave Terroir: il libro che racconta il territorio del Soave

A cura del Consorzio di Tutela col sostegno della Pop di Verona
Vino, Soave Terroir: il libro che racconta il territorio del Soave

Roma, 2 set. (askanews) – Soave Terroir è un progetto editoriale nato dall’esigenza di comunicare a un vasto pubblico la rivoluzione del sistema Soave, coinvolgendo nel racconto sia i produttori di vino che tutti gli esperti che negli anni hanno affiancato il Consorzio nello studio del territorio. Il lavoro si sviluppa a partire dal nuovo volume edito dal Consorzio del Soave con il sostegno della Fondazione Banca Popolare di Verona (Banco BPM), che raccoglie 20 anni di studi effettuati dal Consorzio sui territori e i vini del comprensorio del Soave, studi che sono stati propedeutici al riconoscimento nel disciplinare di produzione delle 33 Unità Geografiche aggiuntive, aprendo così un nuovo capitolo nella storia moderna del Soave.

Il libro Soave Terroir è un’opera corale, scritta a più mani da vari autori che hanno potuto conoscere il Soave nel suo profondo, ed è stato tradotto sia in inglese che in giapponese, per essere presentato anche nei mercati di riferimento del Soave.

Apre il libro Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio, che racconta il lungo processo che ha portato alla definizione delle Unità Geografiche aggiuntive, seguito da Chiara Mattiello che spiega il complesso percorso che ha portato il Soave a essere un Patrimonio Agricolo Globale. La parola passa poi a Giuseppe Benciolini e Roberto Zorzin, geologi e paleontologi di fama mondiale, che sottolineano perché Soave è un luogo unico per quanto riguarda i suoli e la loro interazione con la viticoltura. Dai suoli alle unità geografiche aggiuntive. Un’analisi approfondita di tutti gli aspetti pedoclimatici ma anche storici legati a queste 33 elette aree per le uve del Soave, la Garganega e il Trebbiano di Soave, alle quali sono legati i capitoli successivi, scritti da Ermanno Murari e Giovanni Ponchia che fanno una disamina quasi intima delle due uve. Originale e innovativo è invece lo studio di Gianfranco Caoduro e Andrea Laperni che hanno analizzato quello che è l’ecosistema forestale del Soave, quindi le essenze dei boschi che persistono nell’area e che sono in stretta connessione con il vigneto. Infine un’analisi metabolomica effettuata da Luigi Bavaresco, Luigi Odello, Laura Salomone per svelare segreti legati al patrimonio polifenolico del Soave.

Dal libro è poi partito un progetto video dove i produttori delle Unità Geografiche rivendicate nell’anno 2019, ne descrivono le peculiarità attraverso il racconto dei propri vigneti e vini. I video continuano con le Soave Pills, dove i contenuti del libro sono estrapolati e animati con una grafica giovane e fresca per parlare al pubblico dei social in maniera innovativa. Questi video verranno caricati sul nuovo sito del Soave www.ilsoave.com e utilizzati nei canali social per presentare e raccontare il libro.

“Queste Unità Geografiche del Soave sono un pilastro fondamentale dell’economia del territorio, rappresentando quei luoghi in cui questo vino bianco può esprimere al meglio tutta la sua variegata espressività – spiega Sandro Gini, presidente del Consorzio Tutela vino Soave – la volontà di riconoscerle nel disciplinare di produzione, come fosse una pietra miliare nella storia della nostra denominazione è stata presa per due motivazioni: la prima per dimostrare al mondo l’eccezionale diversità e creatività di una piccola storica regione come quella del Soave; la seconda per creare consapevolezza sul valore e sulla qualità di un prodotto che cresce di anno in anno e in grado di esprimere vini di eleganza e finezza”.

“Il sostegno della Fondazione BPV alla nascita di questo libro è segno tangibile della vicinanza che da sempre ci lega a questo territorio e al Consorzio Tutela Vini Soave. Un libro come questo – sottolinea Maurizio Marino, Presidente della Fondazione BPV – ha un grande valore in quanto rappresenta un segnale di incoraggiante fiducia in un prodotto, il vino Soave, che senza dubbio è un’eccellenza dei nostri territori che va sostenuta e salvaguardata con l’impegno e la partecipazione di tutti”.

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