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Martedì 9 giugno 2020 - 11:20

Sanità, Nursind: infermieri lombardi in piazza

"Riorganizzare lavoro e personale"

Roma, 9 giu. (askanews) – Continua la protesta Nursind nelle piazze italiane per denunciare la mala gestio nell’emergenza coronavirus e per rivendicare attenzione concreta e giusto riconoscimento per una categoria, quella degli infermieri, dal primo momento in prima linea nella lotta al Covid-19. Dopo Piemonte, Toscana e Marche, domani sarà la volta della Lombardia: dalle 10 alle 12 si terrà infatti un flash mob, nel rispetto delle regole del distanziamento sociale, davanti al Pirellone, in piazza Duca d’Aosta. “Gli infermieri lombardi lasciano le corsie e scendono in piazza – spiega Donato Cosi, membro della direzione nazionale del sindacato e coordinatore regionale NurSind Lombardia -. Una mobilitazione per non dimenticare il grande sacrificio pagato dalla categoria durante la pandemia e rivendicare richieste da anni rimaste lettera morta”.

“Oltre a ricordare i 40 infermieri morti in Italia a causa del coronavirus e le migliaia di professionisti che hanno subito seri danni psicologici durante l’epidemia – continua Cosi -, vogliamo far sentire la nostra voce sulla necessità che finalmente si arrivi a una riorganizzazione del lavoro. Una svolta necessaria in tutto il Paese, a maggior ragione in Lombardia”. L’introduzione dell’infermiere di famiglia, per esempio, rientra tra le priorità. Per il sindacato, infatti, “solo così si può finalmente potenziare quell’assistenza sul territorio che è stata la grande assente in Lombardia e, in generale, fatte poche eccezioni, in Italia”.

Ma Nursind porta in piazza, tra le altre, anche un’altra battaglia e cioè quella contro il cosiddetto minutaggio assistenziale, una modalità di lavoro introdotta in Lombardia: “Si tratta di un calcolo obsoleto, scellerato e pericoloso, oltre che anacronistico, del fabbisogno infermieristico all’interno degli ospedali. Non è più accettabile – conclude Cosi – che la presenza del personale in corsia sia ancora tarata su paletti rigidi quali i 120 minuti nell’arco di 24 ore da destinare all’assistenza del singolo paziente”.

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