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Giovedì 23 aprile 2020 - 15:44

Consigli regionali: premiare imprese che denunciano usura-pizzo

D'Amelio: per tutelare, ora più che mai, chi è in crisi economica

Napoli, 23 apr. (askanews) – Dai consigli regionali la proposta di una premialità alle imprese che denunciano usura e racket. A spiegarlo Rosa D’Amelio, coordinatrice della Conferenza dei consigli regionali, al termine della Assemblea plenaria, svolta in videoconferenza, con all’ordine del giorno l’approvazione della proposta di legge ex art. 121 Cost. di modica e integrazione al codice dei contratti pubblici e il progetto “Liberi di scegliere”. “In questi giorni aumentano purtroppo le notizie di tentativi di usura e racket a danno delle imprese in crisi per l’emergenza coronavirus. Proprio in queste settimane – ha spiegato D’Amelio – per la grave crisi economica che il Paese sta vivendo, tanti piccoli e medi imprenditori e commercianti rischiano di essere vittime di usura e racket ad opera della criminalità organizzata”. “Stamattina, in Conferenza dei Consigli regionali, grazie al lavoro svolto dal nostro Coordinamento delle commissioni e osservatori sul contrasto alla criminalità organizzata, abbiamo approvato – ha detto ancora la presidente del consiglio regionale della Campania – una proposta di legge da sottoporre al Parlamento per tutelare e far sentire meno solo chi trova il coraggio di opporsi alla criminalità organizzata e di denunciare i tentativi di infiltrazione mafiosa nell’attività imprenditoriale, prevedendo l’attribuzione di una premialità a favore delle imprese”. “Sono due iniziative molto importanti – ha sottolineato D’Amelio – che affrontano questioni di grande attualità. In particolare proponiamo a tutte le Regioni, con lo strumento di un protocollo di intesa, la realizzazione del progetto ‘Liberi di scegliere’, assicurare una concreta alternativa di vita ai minorenni provenienti da famiglie inserite in contesti di criminalità organizzata o che siano vittime della violenza mafiosa ed ai familiari che si dissociano dalle logiche criminali”. (segue)

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