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Mercoledì 18 settembre 2019 - 13:50

Roma, 2 consiglieri Pd al Pd: ora direzione su scissione e città

Baglio e Zannola: si lasci la mano a chi si impegna

Roma, 18 set. (askanews) – Un appello al Pd da due consiglieri capitolini del Pd, Valeria Baglio e Giovanni Zannola, e altri 4 membri della direzione romana del partito: Marco Ciarafoni, Roberto Fera, Maurizio Marrale, Monica Schneider. Dicono al proprio partito “basta tentennamenti, si convochi la direzione romana del Pd. Per un nuovo Pd, forte ed inclusivo”. Con una nota, i membri della direzione romana del Pd chiedono che “fuori dalle tattiche e dai tentennamenti si convochi ad horas la direzione – concludono – oppure si lasci la mano a chi sente il bisogno di impegnarsi per gli obiettivi da conseguire e per organizzare al meglio la nostra presenza nelle piazze e nelle strade dal 3 al 6 ottobre “Per amore dell’Italia” come indicato dal segretario Nicola Zingaretti”. “Di fronte ad una scelta grave e lacerante qual è una scissione è il momento della responsabilità, ad iniziare dai gruppi dirigenti. Il Pd nasce per unire i riformisti e per fare l’Italia nuova, farla sentire una grande nazione, cosciente ed orgogliosa di sé. A maggior ragione, oggi, di fronte alla stagione dell’odio e dei conflitti sociali innescata dalle forze sovraniste e al gravoso compito di governo, permangono le ragioni della fondazione del Partito Democratico e della necessità di un suo rafforzamento per costruire un Paese diverso. Un Pd forte, inclusivo, popolare”. Per queste ragioni gli esponenti romani del Pd chiedono “la convocazione urgente degli organismi dirigenti del partito a Roma per affrontare i temi nazionali ai quali si sovrappongono quelli di una città allo sbando perché mal governata”. “C’è bisogno di un nuovo Pd anche nella nostra città, svincolato dalle esasperate logiche correntizie – sottolineano gli esponenti del Pd – che sappia aprire porte e finestre per far entrare aria fresca in stanze ormai buie e inadeguate, che sappia allargare la partecipazione di militanti e d elettori alla direzione del partito, che ristabilisca rapporti virtuosi con quelle realtà economiche, sociali, associative e culturali che nella città sono presenti e che hanno garantito gli spazi della democrazia ben più di quanto lo abbia fatto il partito romano”.

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