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Mercoledì 17 aprile 2019 - 21:35

Antidegrado e zone rosse, Salvini ai prefetti: “Ordinanze extra”

Direttiva: "Mezzi ulteriori" se sindaci non garantiscono sicurezza
Antidegrado e zone rosse, Salvini ai prefetti: “Ordinanze extra”

Roma, 17 apr. (askanews) – I prefetti sono invitati ad adottare “ordinanze in funzione antidegrado e contro le illegalità” nelle città italiane, nel caso in cui i sindaci, “con proprio regolamento”, non riescano a raggiungere l’obiettivo della sicurezza urbana, che è “bene pubblico primario”. È il senso della direttiva inviata dal ministro dell’Interno Matteo Salvini ai prefetti d’Italia, e per conoscenza al capo della polizia, chiamata “Ordinanze e provvedimenti antidegrado e contro le illegalità. Indirizzi operativi”.

Secondo il ministro “l’esperienza nei territori ha evidenziato l’esigenza di intervenire con mezzi ulteriori ogni qual volta emerga la necessità di un’azione di sistematico ‘disturbo’ di talune condotte delittuose che destano nella popolazione un crescente allarme sociale”, dalle ‘piazze di spaccio’ all’accattonaggio, dai parcheggiatori abusivi allo spaccio di droga, a ogni forma di abusivismo “come l’illecita occupazione di immobili pubblici e privati”.

“La norma demanda ai Comuni, con proprio regolamento, l’esercizio di tale facoltà, in chiave di prevenzione dei reati e di possibili turbative dell’ordine pubblico” ma, precisa Salvini, “laddove” l’obiettivo della sicurezza “non sia già stato perseguito utilizzando le possibilità offerte dal ‘pacchetto’ normativo”, si può “giustificare il ricorso ai poteri di ordinanza, funzionali a potenziare l’azione di contrasto al radicamento di fenomenologie di illegalità e di degrado che attentano alla piena e civile fruibilità di specifici contesti cittadini”.

Il ministro fa quindi riferimento “all’ordine di allontanamento” e alle ‘zone rosse’, ovvero “al divieto di accesso (c.d. daspo urbano), che possono trovare applicazione non solo negli ambienti interni e pertinenziali insistenti nelle infrastrutture del trasporto pubblico, ma anche nei luoghi caratterizzati dalla presenza di istituti scolastici e universitari, siti archeologici, monumentali o di valenza culturale, luoghi di rilevante interesse turistico, nonché zone adibite a verde pubblico”.

Il ruolo dei prefetti deve essere dunque “rimuovere una oggettiva criticità, concretamente manifestatasi, per il tempo ritenuto strettamente necessario alle esigenze rilevate”. Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica “potrà fornire il supporto necessario a declinare una complessiva strategia di intervento che contempli anche il ricorso al potere straordinario di ordinanza, di durata temporalmente limitata, qualora l’iniziativa non sia differibile all’esercizio degli strumenti ordinari”. Nelle intenzioni del titolare del Viminale l’azione dei prefetti deve comunque “essere ispirata ai canoni della più ampia condivisione, con il coinvolgimento, ove la situazione lo richieda, di tutte le componenti, pubbliche o private, di volta in volta interessate, se del caso mediante specifiche sedute del Comitato metropolitano”.

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