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Sabato 13 aprile 2019 - 15:33

Greenpeace nelle piazze di oltre 20 città

"Il governo Conte cambi"
Greenpeace nelle piazze di oltre 20 città

Roma, 13 apr. (askanews) – Volontarie e volontari di Greenpeace sono scesi questa mattina in piazza, in oltre 20 città, per denunciare l’inerzia del governo Conte che non sta facendo abbastanza per contrastare i cambiamenti climatici.

Le volontarie e i volontari dell’associazione ambientalista hanno proposto ai cittadini un simbolico quiz per mostrare come gli obiettivi dell’attuale governo, in fatto di energia e clima, siano del tutto insufficienti e sostanzialmente uguali a quelli del governo precedente, guidato da Paolo Gentiloni. Secondo Greenpeace, relativamente a queste materie il governo del cambiamento ha cambiato poco o nulla.

“Il Movimento 5 Stelle e la Lega hanno presentato un Piano Nazionale Integrato Energia e Clima, il cosiddetto PNIEC, che è in molte parti una copia della Strategia Energetica Nazionale approvata nel 2017 dal governo Gentiloni e dall’allora ministro Calenda. Questa somiglianza è davvero paradossale, perché molti dei ministri responsabili della stesura del PNIEC a suo tempo avevano criticato la SEN di Calenda. Loro hanno evidentemente cambiato idea, noi no. Due anni fa abbiamo denunciato la scarsa ambizione del governo Gentiloni, oggi ribadiamo che anche gli obiettivi dell’attuale esecutivo in fatto di clima ed energia sono assolutamente insufficienti”, dichiara Luca Iacoboni, responsabile della Campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia.

I cambiamenti climatici sono ormai una realtà nella vita quotidiana di tutti gli italiani. Alluvioni, bombe d’acqua, siccità – come quella che in questi mesi ha colpito il nord Italia – non sono maltempo, ma le conseguenze del clima che cambia. La scienza ci dice che abbiamo 11 anni per mettere in campo azioni efficaci per contrastare i cambiamenti climatici. In particolare, sul versante energetico, bisogna abbandonare rapidamente gas, carbone e petrolio e andare verso un mondo 100 per cento rinnovabile ben prima del 2050. Le tecnologie ci sono, quello che continua a mancare è la volontà politica, come purtroppo dimostra anche il PNIEC.

“Il Piano presentato dal governo è ancora in fase di bozza, e dunque aperto a modifiche. Per questo cittadine e cittadini devono farsi sentire ora. Il primo dovere di qualsiasi esecutivo è agire in difesa di tutti noi, e non degli interessi economici delle grandi aziende energetiche. Il governo ha il tempo e la possibilità di riscrivere un piano più ambizioso, in linea con le chiare indicazioni della scienza e con le richieste delle migliaia di studentesse e studenti che da mesi scendono in piazza chiedendo azioni più decise per il clima. Se non lo farà, passerà effettivamente alla storia come un governo del cambiamento. Sì, ma climatico”, continua Iacoboni.

red/cro/Bla/int5

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