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Lunedì 11 febbraio 2019 - 16:31

Un’identità di Kevlar

Un’identità di Kevlar

Roma, 11 feb. (askanews) – (di Paolo Federico, 15 anni)

Recentemente il sociologo Zygmunt Bauman ha elaborato il concetto di società liquida, con il quale s’intende l’assenza di un’identità “solida” per gran parte della popolazione. L’uomo stereotipato di oggi è “liquido”, senza un’identità forte, pieno a tal punto di insicurezze che l’unica certezza è la presenza d’incertezza. Per questo ha bisogno di contenitori solidi, che gli diano forma e sostanza. Ma in verità il concetto di liquidità appartiene da secoli alla storia umana. Gli umani essendo dal principio animali, hanno sempre sentito bisogno di essere liquidi, di essere camaleontici, di adattarsi all’ambiente circostante. L’avvento dell’identità solida si manifesta solo in un secondo momento, grazie a religioni e ideologie, coinvolgendo però una piccola parte della popolazione, gli idealisti, gli uomini di fede, ma soprattutto i cosiddetti “martiri”, coloro che sono pronti a morire per il proprio credo. Il mondo di oggi è totalmente caratterizzato dall’assenza di martiri pronti a sacrificarsi per un bene superiore e non esistono più contenitori solidi: partiti, associazioni, tutti gli altri corpi intermedi si stanno estinguendo.

La storia insegna che la liquidità aumenta in periodi di crisi. L’ascesa dei totalitarismi è dovuta essenzialmente a questo. Hitler ha saputo dare alla Germania povera e liquida degli anni Trenta un riferimento “solido” a cui appartenere, ossia ha ridato certezza a quei tedeschi che non sapevano se fosse stato meglio vivere o morire. La stessa storia insegna, come nel caso di Hitler, che un’ideologia, “un contenitore solido”, incapace di mettere in discussione le proprie certezze su cui si basa, va in frantumi come un vaso di ceramica. Saper mettere in discussione le proprie certezze è fondamentale. Per questo anche il concetto di “solidità” umana è di fatto limitato. Metaforicamente anche un’identità di ferro è monolitica, è totalmente incapace di essere flessibile, di evolversi, di saper liberarsi dalle catene delle proprie certezze e fondamentalmente rende schiavi.

La capacità dell’uomo deve essere quella di saper trovare un giusto equilibrio tra solidità e liquidità. Un saggio iraniano a un giovane occidentale disse: “la tua identità deve essere come il Kevlar, il tessuto con cui sono fatti i giubbotti anti-proiettile, è indistruttibile, ma flessibile.” Tutte le ideologie e tutte le religioni aiutano l’uomo fino a quando lo rendono veramente libero.

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