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Lunedì 11 febbraio 2019 - 16:21

Le tematiche che l’architettura del presente deve affrontare

Le tematiche che l’architettura del presente deve affrontare

Roma, 11 feb. (askanews) – (di Antonio Maria Barbieri, 20 anni)

Lasciando il passato al ricordo e il futuro all’immaginazione, il presente è sempre il momento meno felice e più tragico in quanto più difficile da affrontare per un essere umano. È molto più semplice immaginare e ricordare che vivere e trasformare un problema in un’opportunità. È molto più semplice rinviare e rinchiudersi nella nostalgia che affrontare con forza determinate questioni. Ma, fatta questa doverosa premessa dialettica, oggi l’architettura deve porsi questa incognita ovvero occuparsi del presente mettendo da parte il passato e il futuro. Perché mentre il passato è il passato e lo studiamo sui libri. Il futuro lo avremo solo se il presente sarà un sano convertitore di problemi in opportunità.

Oggi il mondo è in uno stato di forte instabilità grazie alle oligarchie finanziarie ed economiche, politiche poco responsabili e poco lungimiranti, e anche per popoli privi di coscienza culturale. La lungimiranza non è il futuro bensì è la visione. Quale visione deve avere oggi l’architettura? Di cosa deve occuparsi maggiormente? A cosa realmente serve questa forma d’arte?

La risposta è dinnanzi ai problemi. La risposta è dinnanzi alle numerose periferie inascoltate del nostro Paese e non solo, in quanto, in un Mondo globalizzato, non solo si somigliano i poteri politici e i sistemi economici oligarchici ma si somigliano molto spesso anche i problemi e le forme culturali. L’architettura dunque deve occuparsi delle seguenti tematiche:

1. Materiali innovativi ed energia. 2. Spopolamento e sovraffollamento. 3. Costruire sottoterra, in aria e sull’acqua. 4. Crisi abitativa. 5. Messa in sicurezza.

Deve occuparsi dei problemi del popolo e di problemi reali, veri e concreti. Soffermandoci sul nostro Paese, l’Italia necessita il prima possibile di:

1. Proporre soluzioni attraverso l’utilizzo di materiali innovativi e meno impattanti dal punto di vista ambientale e creare un piano energetico nazionale grazie alle rinnovabili che punti all’autosufficienza di ogni singolo edificio. 2. Intervenire con la costruzione di luoghi attrattivi e capaci di sviluppare opportunità imprenditoriali per ridurre lo spopolamento e anche il sovraffollamento (in quanto effetto dello spopolamento) evitando così di concentrare le persone in pochi contesti. 3. Costruire ovunque ma non più consumando ulteriore suolo, lasciando questo alle altre attività umane come lo svago e il ricrearsi ma anche per l’agricoltura. Oggi si può cogliere la sfida di costruire sull’acqua, sottoterra e addirittura in aria. 4. Risolvere la crisi abitativa attraverso soluzioni mobili ovvero abitazioni che si possono spostare e adattarsi ad ogni contesto in qualsiasi momento in base alle esigenze richieste. 5. Un grande piano di soluzioni architettoniche-ingegneristiche per la messa in sicurezza dal dissesto idrogeologico e sismico.

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