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Lunedì 26 novembre 2018 - 20:02

Macerata, caso Pamela Mastropietro: processo al via da febbraio

Tensione fuori dal tribunale. Avvocati Osegnale insultati

Roma, 26 nov. (askanews) – “Il giudice per l’udienza preliminare ha ritenuto il processo non definibile allo stato degli atti. Conseguentemente, il 13 febbraio 2019 dinanzi alla Corte di Assise del locale Tribunale avrà inizio il processo ordinario”. Così afferma in una nota il procuratore di Macerata, Giovanni Giorgio, in relazione alla decisione del gup della città marchigiana che ha definito il procedimento in relazione alla uccisione di Pamela Mastropietro. A giudizio è stato mandato Innocent Oseghale, il nigeriano accusato dell’omicidio di Pamela. Leggendo una dichiarazione spontanea l’uomo si è scusato “con Pamela e con la famiglia”. “Ma – ha ribadito – non l’ho uccisa io”.

Il procuratore Giorgio spiega: “Nella mattinata di oggi, dinanzi alla sede del locale Tribunale, poco prima dell’inizio dell’udienza preliminare fissata in relazione al processo penale relativo all’ omicidio commesso in danno di Pamela Mastropietro, i due difensori di fiducia del cittadino nigeriano Oseghale Innocent, avvocati Matraxia e Gramenzi del foro di Ascoli, sono stati insistentemente ingiuriati con epiteti vari e con espressioni di orientamento razzista da vari manifestanti”. L’alto magistrato aggiunge: “Esprimo il mio rincrescimento per quanto accaduto, manifestando la mia piena solidarietà ai due legali. Evidenzio che in uno Stato democratico gli avvocati ricoprono un ruolo insostituibile di garanzia”.

Il clima di tensione che si è registrato fuori dal tribunale ha portato a scandire cori contro Oseghale, quando è uscito dal furgone della polizia penitenziaria. Fuori dal tribunale la ha gridato ‘Bastardo, lasciatelo a noi, pure i processi gli facciamo a questi’. La ressa ha in qualche modo coinvolto anche il sindaco Romano Carancini. “Il Comune si costituirà parte civile al processo – ha detto poi il sindaco – perché riteniamo che il fatto abbia colpito e danneggiato la comunità, l’anima della comunità, e anche la città”. “Siamo fiduciosi nella giustizia, è il giudice che ha il compito di valutare le prove, di forme di ultrà non abbiamo bisogno”, ha sottolineato riferendosi alle contestazioni. (Segue)

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