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Giovedì 25 ottobre 2018 - 15:11

Vino, in 2018 Italia primo produttore mondo con 49,5 mln ettolitri

Davanti a Spagna e Francia
Vino, in 2018 Italia primo produttore mondo con 49,5 mln ettolitri

Roma, 25 ott. (askanews) – Anche nel 2018 l’Italia si conferma primo produttore di vino al mondo, davanti ai principale competitors: la Spagna e la Francia. La Commissione Europea ha diffuso le stime sulla produzione di vino e mosti 2018, che confermano le previsioni vendemmiali dell’osservatorio del Vino di Uiv-Ismea, presentate al Mipaaft ai primi di settembre, da cui emerge che l’Italia sarà il primo produttore in quantità con 49,5 milioni di ettolitri, facendo registrare un +16% sul 2017, davanti a Spagna (47) e Francia (46). Nonostante la bella notizia e a fronte di una vendemmia molto generosa in quantità, c’è un andamento al ribasso dei prezzi dei vini sui mercati che viene definito “ingiustificato”.

“Constatiamo con piacere che i dati forniti dalla Commissione Europea sono allineati a quelli diffusi dall’Osservatorio del Vino – commenta Paolo Castelletti, segretario generale della Unione Italiana Vini – Una conferma della validità del metodo di lavoro ormai consolidato che abbiamo messo a punto con l’Ismea per fornire al mondo vitivinicolo italiano dati affidabili su cui basare pianificazioni e strategie. Ovviamente si tratta di stime, i cui dati dovranno essere confermati dalle dichiarazioni di produzione”.

“A fronte di questi dati – sottolinea ancora Castelletti – è doverosa una riflessione sull’andamento dei prezzi. Per quanto sia stata generosa questa vendemmia, infatti, denunciamo una riduzione delle quotazioni dei vini all’origine assolutamente ingiustificate e che sembrerebbero frutto di logiche speculative, assolutamente dannose per il settore”. Infatti, conclude il segretario generale di Uiv, “a fronte di una vendemmia leggermente superiore rispetto alla media degli ultimi anni, controbilanciata, però, da un dato sulle giacenze al 1 agosto inferiore del 10% rispetto al 2017, la disponibilità complessiva del prodotto non giustifica le tensioni al ribasso dei prezzi dei vini che stiamo rilevando sui mercati”.

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