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Lunedì 22 maggio 2017 - 16:53

Solo 6% agricoltori Ue under 35.Fond Barilla: Pac sostenga giovani

Martedì un webinar Bcfn sui temi della Politica Agricola Comune
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Milano, 22 mag. (askanews) – Il 30% degli agricoltori europei, sono ultra 65enni (pari a 4,5 milioni), solo il 6% sono under 35 (900.000 persone). E’ lo scatto anagrafico dell’agricoltura nel Vecchio Continente, un dato che si spiega principalmente negli investimenti poderosi necessari ad avviare un’azienda agricola. Per trovare soluzioni per invertire questa tendenza il Barilla Center for Food & Nutrition ha organizzato un seminario sul web, dal titolo “Agriculture in our future: the voice of youth”, in programma martedì 23 maggio dalle 16 alle 17 e durante il quale un gruppo di ricercatori del BCFN Alumni network presenterà il position paper. Tra le sfide individuate, la necessità di mettere al centro della Politica agricola comunitaria il sistema cibo nella sua interezza, dando priorità a quelle tecniche che aiutano a mitigare i cambiamenti climatici. Non solo. E’ importante introdurre misure che permettano ai giovani e ai piccoli produttori di essere competitivi.

“Dobbiamo immaginare una PAC capace di modellare un sistema alimentare veramente equo, sano e sostenibile – ha detto Marta Antonelli, research programme manager della Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition – mettendo in primo piano i giovani agricoltori in questo cambiamento. Per raggiungere questo obiettivo, la PAC deve essere modernizzata, deve integrare agricoltura e orientamenti nutrizionali più sani e più sostenibili, insieme alla sostenibilità economica e alla sicurezza alimentare. La PAC dovrebbe sostenere gli agricoltori nell’essere responsabili dell’approvvigionamento di alimenti sostenibili e sani a prezzi ragionevoli, mentre si prende cura dell’ambiente rurale. Proprio per questo, le considerazioni ambientali dovrebbero essere prioritarie nel processo decisionale, ad esempio attraverso il “Payment for eco system services”, che promuove anche la diversificazione dell’attività e la manutenzione di terreni attivi. Gli agricoltori dovrebbero essere quindi considerati non solo come produttori di cibo ma anche come custodi del nostro ambiente”.

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