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Venerdì 20 gennaio 2017 - 15:16

Salute Mentale,fattori-chiave in maxi-convegno Ri-Prendersi a Roma

Maone: da assenza malattia a stato benessere, paradigma Recovery
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Roma, 20 gen. (askanews) – Quali sono l’efficacia, i limiti e le prospettive dell’approccio biomedico nella salute mentale? A questa domanda, e al tema di grande attualità del ruolo determinente dei fattori personali e sociali nel paradigma della cosiddetta ‘recovery’, è dedicato il convegno internazionale – promosso dalla Fondazione Internazionale Don Luigi Di Liegro e dalla Fondation d’Harcourt che si svolge a Roma il 27 e 28 gennaio presso il centro congressi Roma Eventi a Piazza Fontana di Trevi, alla presenza del ministro della salute Beatrice Lorenzin, del presidente della Regione Lazio Zingaretti e della sindaca di Roma Raggi.

Antonio Maone, psichiatra dell’Asl Roma 1 e coordinatore dela segreteria scientifica del convegno, sintetizza così l’insieme dei fattori determinanti della salute mentale, oggi riassunti nel paradigma noto in ambito internazionale come Recovery: “Sono tanti ovviamente i fattori in gioco. Va ricordato subito, però, che per “salute” non dobbiamo intendere semplicemente “assenza di malattia”, ma piuttosto un pieno stato di benessere, come ha sostenuto l’OMS fin dalla sua fondazione. In altri termini – puntualizza Maone – non dobbiamo solo combattere ciò che fa male, ma anche favorire e rinforzare ciò che fa bene. Per recuperare la salute mentale, quindi, le persone che soffrono di un disturbo psichico hanno bisogno non solo delle cure specialistiche, ma di tutti quegli elementi che rendono la vita degna di essere vissuta: i diritti, il ricevere ascolto e rispetto, la sicurezza di ricevere supporto ogni volta che emerga una difficoltà, l’appartenenza attiva alla propria comunità, il contribuire alla vita sociale con un’attività produttiva, creativa, o con lo studio, un reddito adeguato; ma anche la possibilità di avere sogni e aspirazioni, fare delle scelte, esercitare un certo grado di controllo sulla propria vita, sperimentare un senso di indipendenza e di auto-efficacia. E da diversi anni il campo della salute mentale è sempre più attento a questi fattori, che, anche qualora la malattia non “guarisca” definitivamente (come accade del resto in molte malattie “croniche”), possono risultare determinanti per il benessere soggettivo della persona”.

Il passaggio da questa nuova visione a una nuova organizzazione dei servizi sanitari, e a nuovi comportamenti, è consequenziale. “L’insieme dei fattori a cui ho accennato – osserva Maone – vengono oggi riassunti in un paradigma che in ambito internazionale è noto come “recovery”, e che appunto allude alla possibilità di “guarire” dalle conseguenze catastrofiche che la malattia mentale ha comportato per la persona (perdita del senso di sé, della propria identità, sogni infranti, discriminazione ed esclusione sociale). Ma non si tratta di un nuovo intervento tecnico, di un nuovo modello da applicare, bensì di una mentalità, di una visione, di un diverso approccio alla persona. L’adozione di questo paradigma da parte dei servizi – sottolinea lo psichiatra – comporta perciò un diverso modo per l’operatore di relazionarsi all’utente: una seria attenzione ai bisogni per come vengono espressi dall’utente stesso, creando le condizioni relazionali e ambentali che rendano possibile l’espressione autentica di tali bisogni; la rinuncia, da parte dell’operatore a “sapere meglio e di più” dell’utente per ciò che riguarda il suo disagio e la sua vita, e quindi la rinuncia a “guidare” e dirigere il percorso. Il nuovo approccio, in altri termini, si realizza nello “stare accanto” all’utente con genuina attenzione e continuità, sostenendolo nella realizzazione degli obiettivi da egli stesso individuati. Si tratta di percorsi spesso tortuosi, che possono implicare battute d’arresto, ricadute. Ma ciò che conta è sostenere e far recuperare un senso di autodeterminazione, di far riprendere le redini della propria vita per ricostruirla aldilà della malattia, la quale ovviamente deve continuare ad essere curata con tutti gli strumenti disponibili”.

Sul Web: http://www.fondazionediliegro.com/2016/12/16/al-via-il-convegno-riprendersi-sul-tema-della-salute-mentale/

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