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Martedì 15 novembre 2016 - 13:04

Roma, Carte in regola: Comune non pubblica maggior parte atti

Streeming e social network non bastano: fuori le proposte

Roma, 15 nov. (askanews) – Il laboratorio civico romano “Carte in regola”, animato da docenti universitari, esperti e cittadini, fa le pulci alla Giunta Raggi proprio su un suo cavallo di battaglia: la trasparenza. In un dettagliato comunicato evidenzia le criticità principali emerse dal proprio “monitoraggio” del sito internet del Comune di Roma, “con alcune proposte che a nostro avviso dovrebbero essere introdotte in tempi stretti”.

Si parte dalle convocazioni dell’Assemblea Capitolina e delle Commissioni, tutte pubbliche, “continuano ad essere inserite sul sito istituzionale del Comune sotto forma di confusi PDF e spesso con scarsissimo preavviso. Non sappiamo di quale soggetto sia responsabilità o in quale punto della catena burocratica sia l’intoppo, ma è successo più di una volta che le convocazioni di alcune commissioni siano apparse sul sito circa 24 ore prima dell’orario dell’inizio della prevista riunione, e in un caso è accaduto persino per la convocazione dell’Assemblea Capitolina”.

Non risulta esista alcuna indicazione, sul sito del Comune, “delle convocazioni della Giunta e delle decisioni e deliberazioni all’ODG, né – sistematicamente – del contenuto delle delibere approvate – continuano dall’osservatorio – al contrario del sito del Governo, ma anche della Regione Lazio, dove sono inseriti puntualmente gli ODG e i comunicati stampa che sintetizzano i passaggi salienti delle delibere appena approvate. Invece è importante che i cittadini non siano solo informati sugli atti approvati, ma anche, forse soprattutto, sulle intenzioni di chi governa, per quanto riguarda quelle decisioni fondamentali per il presente e il futuro dei territori e della città”, sottolineano.

Le Deliberazioni di Giunta e di Assemblea “sono pubblicate sul sito di Roma Capitale con maggiore tempestività rispetto alle amministrazioni precedenti, ma continuano a non essere disponibili molti documenti che riguardano decisioni amministrative: le memorie di Giunta e le determinazioni dirigenziali di molti dipartimenti”. Soprattutto non sono pubblicate le Proposte di deliberazione inviate alle Commissioni e addirittura al voto dell’Assemblea Capitolina, “così che i cittadini non sono in condizione di avanzare eventuali osservazioni e richieste di modifiche attraverso audizioni, o emendamenti proposti alle forze politiche, prima del “punto di non ritorno” del voto”. sottolineano dall’osservatorio.

La diretta streaming dell’Assemblea Capitolina, cavallo di attaglia del M5S in tuttele amministrazioni, “peraltro già presente nella precedente consiliatura, ha il notevole limite di non essere disponibile off line, né di essere tradotta in resoconti in formato testo consultabili sul sito del Comune”, continuano. I social network “possono essere uno strumento utile per diffondere le informazioni e raggiungere molti cittadini, ma non possono sostituire in alcun modo il sito istituzionale – rincarano – che è l’unico punto di riferimento autorevole e attendibile per la cittadinanza. E’ quindi necessario che il sito sia riorganizzato per contenere tutte le informazioni necessarie, facilmente accessibili a tutti, e che sia promosso e pubblicizzato attraverso una campagna di informazione da attuare attraverso i canali web ma anche attraverso altri canali, come le radio locali e le affissioni. E naturalmente che si crei un database delle associazioni e dei comitati cittadini per creare reti cittadine in grado di rilanciarne messaggi e contenuti”.

La vera trasparenza, prima ancora di diventare un programma, concludono dall’osservatorio, “deve cominciare a permeare la vita di ogni istituzione ogni giorno: prima che un progetto, deve diventare un automatismo. Nessun intoppo burocratico, nessun problema tecnico, nessuna carenza di fondi e personale può giustificare la mancanza di trasparenza”.

Si tratta di una sfida difficile, “ma è la prima condizione per ricucire un rapporto di fiducia tra cittadini e amministrazione e per alimentare la speranza nel cambiamento. Perché il cambiamento non riguarda solo gli obiettivi che si intendono raggiungere, ma comincia dal modo in cui si percorre la strada per raggiungerli”, sottolineano ancora.

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