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Giovedì 11 giugno 2015 - 16:20

Imprese culturali muovono 227 mld, crescono occupazione e export

Dossier Symbola-Unioncamere: scommettere su creatività funziona
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Roma, 11 giu. (askanews) – Il sistema produttivo culturale (imprese culturali e creative, patrimonio storico-artistico, performing arts e arti visive) produce in Italia 78,6 miliardi di valore aggiunto e “attiva” altri settori dell’economia arrivando a muovere complessivamente il 15,6% del valore aggiunto nazionale, 227 miliardi di euro. Tanto vale nel 2014 il sistema produttivo culturale e creativo, un dato comprensivo del valore prodotto dalle filiere culturali e creative, ma anche da quella parte dell’economia nazionale che viene attivata dalla cultura, a cominciare dal turismo. È quanto emerge dal rapporto 2015 “Io sono cultura – L’Italia della qualitàe della bellezza sfida la crisi”, elaborato da Fondazione Symbola e Unioncamere e presentato al Ministero dei Beni culturali.

Secondo i dati raccolti nel dossier, nel periodo 2012-2014, quindi in piena crisi, le imprese che hanno investito in creatività hanno visto crescere il proprio fatturato del 3,2%, mentre tra le non investitrici il fatturato è sceso dello 0,9%. E sempre le imprese che hanno investito in creatività sono state premiate con un incremento dell’export del 4,3%, al contrario chi non ha puntato su questo asset ha visto le proprie esportazioni crescere dello 0,6%.

Tendenze confermate anche nel 2015 dall’incidenza delle imprese che investono in creatività tra le imprese esportatrici: il 48,1% delle imprese che hanno scommesso sulla creatività esportano, mentre la quota scende al 21,6% tra quelle che negli ultimi tre anni non hanno investito in creatività. L’export culturale aumenta anche tra 2013 e 2014: +3,7% (a fronte di un totale italiano del +2,1%) e in pratica 1 euro su 10 esportato dall’Italia è prodotto dalla cultura.

Buone notizie anche sul fronte occupazione: in questo settore nel periodo 2011-2014 è cresciuta dell’1,4% (in particolare nel design, performing e arts e arti visive, videogiochi e software). Nel 2015, si prevede nel rapporto, delle oltre 23mila assunzioni previste dalle Pmi (+7 % sul 2014), circa 20.400 saranno riferite alla filiera della cultura (+20% sul 2014).

La provincia di Arezzo si conferma al primo posto in Italia sia per valore aggiunto, che per occupati legati alle industrie culturali (rispettivamente 9,3% e 10,8% del totale dell’economia) nella classifica provinciale per incidenza del valore aggiunto del sistema produttivo culturale e creativo sul totale dell’economia. Seguono Pesaro Urbino e Vicenza (attestate rispettivamente sulla soglia dell’8 e del 7,8%). Quanto alle Regioni, in testa alla classifica per incidenza del valore aggiunto di cultura e creatività sul totale dell’economia, ci sono Lazio (7%), Marche (6,6%) e Veneto (6,3%).

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