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Lunedì 16 aprile 2018 - 16:25

Eudaimon propone alle imprese il nuovo servizio “Altuofianco”

La finalità sociale dovrebbe distinguere il welfare aziendale “buono” da quello meno buono. Intendiamoci, ogni servizio di welfare integrativo ha la sua ragion d’essere, ma quelli che favoriscono coesione e inclusione hanno un plus, per chi li eroga e per chi ne beneficia, come lavoratore e come parte di una comunità e di un territorio. In questo solco sta l’ultima iniziativa proposta da Eudaimon (www.eudaimon.it), uno dei principali provider di welfare aziendale, che propone alle aziende il servizio ALTUOFIANCO come supporto ai lavoratori nella gestione delle situazioni di fragilità familiari (necessità socio-assistenziali personali e dei familiari, bisogni educativi dei figli, disorientamento nella gestione di situazioni legate al quotidiano), all’interno del piano di welfare aziendale.

ALTUOFIANCO si propone di aiutare il lavoratore a incrociare i propri bisogni con le risorse e le proposte del territorio, orientando alla rete di servizi (pubblici e privati) e alle risorse economiche disponibili. Una volta attivato il servizio, un tutor – il Care Manager – incontrerà la persona e, dopo aver analizzato la problematica, progetterà insieme all’interessato un servizio su misura corrispondente al bisogno, alle caratteristiche e agli orari richiesti. Attraverso contatti periodici, accompagnerà la persona lungo tutto il percorso, anche dopo l’attivazione del servizio. Il tutor non è un consulente, ma è una figura con un profilo professionale e competenze nella gestione di servizi socio-assistenziali, acquisite negli anni sul territorio di riferimento.

Gli ambiti d’intervento del servizio vanno dalla richiesta di informazioni riguardo a specifici interventi assistenziali, fino alla ricerca di agevolazioni economiche e sussidi; ricerca di babysitter e servizi di cura per i più piccoli; assistenza specializzata – medica o infermieristica – per gli anziani o disabili; consulti psicologici ed educativi. L’offerta si declina in maniera specifica cercando la risposta sul territorio dove è presente il bisogno.

«Il servizio» spiega Alberto Perfumo – amministratore delegato di Eudaimon – è sviluppato attraverso la partnership con  Rete ComeTe, diffusa su tutto il territorio direttamente o grazie a percorsi di collaborazione con altri consorzi e reti di cooperative. In questo modo, Eudaimon propone un modello di welfare aziendale basato su una logica di “restituzione al territorio”, che genera un circolo virtuoso per le risorse e gli attori che entrano nel sistema di welfare stesso».

«La cooperazione sociale – conferma il Direttore di Rete ComeTe Alessandro Micich – si candida ad anello di congiunzione tra il welfare territoriale, espressione dei servizi pubblici locali in cui opera in regime di convenzione/accreditamento, e la ricerca di soluzioni professionali e qualificate nell’ambito del mercato privato mediante il sostegno ed il contributo delle imprese.  Il punto d’approdo è la ricomposizione delle risorse complessive a disposizione dei sistemi territoriali nella logica del principio di sussidiarietà».

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