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Giovedì 15 marzo 2018 - 12:19

La ricetta del welfare aziendale dei consulenti del lavoro

Pmi e Welfare aziendale: i Consulenti del Lavoro hanno un ruolo particolare per diffondere la cultura del welfare integrativo nelle imprese. Simone Cagliano, è il responsabile dell’area Welfare aziendale della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, e risponde alle nostre domande.

Dalle grandi aziende alle Pmi: quale percorso per lo sviluppo del Welfare aziendale?

Il welfare aziendale, come conosciuto fino ad oggi, è stato di esclusivo interesse delle grandi aziende. Negli ultimi tre anni il Legislatore ha reso gradualmente sempre più conveniente a livello fiscale l’erogazione di beni e servizi ai dipendenti da parte delle aziende. Con la Legge di Bilancio 2018, poi, è stata ampliata l’offerta ai dipendenti in caso di introduzione in azienda di piani di welfare aziendale. Per i Consulenti del Lavoro si profila un ruolo sempre più strategico in questa materia in considerazione del fatto che questo nuovo welfare non è più solo un’occasione per le grandi aziende ma ben si addice anche a quelle realtà medio-piccole con cui ogni giorno il Consulente si confronta. Il Consulente, dotato di competenze specifiche in tema lavoristico e fiscale, può svolgere un rilevante ruolo di motore nell’attivazione di progetti di benessere aziendale: sarà infatti in grado di proporre un coinvolgimento attivo di tutti gli attori, da un lato diffondendo le pratiche e sensibilizzando i datori di lavoro circa i benefici sociali ed economici, dall’altro gestendo la creazione di piani personalizzati di welfare aziendale.

Per favorire la diffusione del welfare è stata sottoscritta la convenzione con Sodexo?

Fondazione Studi Consulenti del Lavoro e Sodexo Benefits & Rewards Services, parte del Gruppo francese Sodexo, hanno siglato questa importante convenzione per favorire la cultura del welfare e le nuove agevolazioni. I Consulenti grazie a questa intesa hanno a disposizione due piattaforme gratuite in grado di ovviare alla non semplice gestione operativa, snellire la parte burocratica amministrativa ed ampliare il più possibile il paniere dei beni e dei servizi offerti in base alle esigenze dei dipendenti. Tra i servizi proposti, la piattaforma web prevede diverse tipologie di benefit come, ad esempio, i buoni regalo Pass Gift, i servizi in area di utilità sociale e il mondo rimborsuale per la gestione delle spese sostenute direttamente dai dipendenti.

Come preparate i consulenti del lavoro ai temi del welfare aziendale? Non solo consulenza fiscale o giuslavoristica… Quali competenze aggiuntive servono?

Durante i corsi tenuti alla Scuola di alta Formazione della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, dopo aver analizzato la normativa e dopo aver approfondito le dinamiche del lavoro, delle relazioni industriali e della contrattazione collettiva, viene data grande rilevanza alle dinamiche strettamente collegate alla realizzazione di piano di welfare. Infatti un aspetto fondamentale, che è alla base della realizzazione di un piano di welfare, è rappresentato dalla comunicazione. Comunicare nel modo corretto con i lavoratori può far comprendere loro i vantaggi del welfare aziendale, sia per ciò che riguarda gli aspetti economici (attraverso un paniere di beni-servizi che renderebbe più alto il loro potere di acquisto rispetto a quanto percepito in busta paga), sia per ciò che concerne la flessibilità nella gestione del rapporto di lavoro, concedendo loro quindi la possibilità di conciliare in maniera ottimali i tempi di vita-lavoro. Raggiungere tali obiettivi contribuirà ad accrescere il benessere individuale del dipendente e il suo senso di appartenenza all’azienda, migliorerà il clima aziendale e quindi genererà effetti positivi sull’assetto organizzativo e produttivo dell’impresa.

Dopo le leggi di bilancio 2016 e 2017 la normativa e’ sufficientemente chiarita? Ci sono aree in cui vi augurate interventi ulteriori del legislatore? E dell’Agenzia delle Entrate?

La normativa di riferimento è abbastanza chiara, anche se qualche dubbio rimane. Ad esempio ad oggi la norma non specifica in modo esaustivo se la variabilità delle somme (necessaria ai fini della detassazione dei premi di risultato), sia da ricollegare ad un concetto di gradualità o di aleatorietà. Ad ogni modo la speranza è che il Legislatore intervenga con interventi mirati a rendere sempre più appetibile questo strumento anche per le piccole/medio imprese, che ad oggi costituiscono il 95% del tessuto imprenditoriale italiano ed in cui è ricompreso il 50% dei lavoratori occupati nel nostro territorio.

C’è poi un welfare integrativo nelle casse e nelle professioni: quale welfare integrativo persegue la categoria?

L’ENPACL ha destinato risorse per oltre 6 milioni di euro al welfare integrativo. La parte più rilevante è andata alla polizza assicurativa contro i gravi eventi morbosi e i grandi interventi chirurgici ed altri sono stati utilizzati per la Long term care contro il rischio di non autosufficienza. E’ proseguita la politica di incentivazione del praticantato, con l’attribuzione della polizza di assistenza sanitaria in copertura ad oltre 500 praticanti e l’estensione della stessa ai familiari dei dante pratica. Novità dell’annualità 2017/2018 è l’apposita copertura sanitaria in favore della maternità, che si aggiunge alle misure di sostegno alla genitorialità portate avanti nel corso di questi anni. Oltre 500.000 euro sono stati erogati in provvidenze straordinarie, per casi di calamità naturale, malattia e infortunio, in favore di Consulenti del Lavoro iscritti e loro familiari, anche superstiti. L’Ente, inoltre, ogni anno destina importanti somme per lo sviluppo dell’attività professionale.

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