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Lunedì 17 luglio 2017 - 12:32

Fca studia il welfare integrato per affrontare la sfida di Industria 4.0

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Il responsabile relazioni industriali Pietro De Biasi: “L’autonomia del lavoratore dalle macchine significa anche l’autonomia delle macchine dal lavoratore”

Anche se la Fiat ha una lunga tradizione di welfare aziendale, nato all’inizio degli anni venti, l’avvio recente del “conto welfare” rappresenta una novità rilevante nella storia ultracentenaria del gruppo italiano. “Per la prima volta nella storia del gruppo è stato definito e realizzato il piano di welfare in totale concerto con i sindacati”. E’ quanto ha indicato Pietro De Biasi, responsabile relazioni industriali di Fca Group, intervenendo a un convegno a Roma su politiche di conciliazione e welfare aziendale.

De Biasi ha rilevato l’importanza, per Fca, del programma di welfare aziendale ed ha definito “risultati soddisfacenti” le adesioni tra i dipendenti. Su 84mila dipendenti sono 29.300 quelli che hanno aderito, 15.900 operai e 13.400 impiegati. “Abbiamo immaginato un sistema molto aperto, proprio perché ha ancora un carattere sperimentale”, ha detto il manager Fca sottolineando che il dipendente può procedere alla revoca in qualsiasi momento.

Il piano di welfare riveste grande importanza in visione prospettica. “In Fca stiamo iniziando a ragionare su un sistema di welfare integrato – ha detto De Biasi – un programma che metta insieme fondi complementari, smart working, work life balance e flexibile benefit”. In prospettiva quindi ci sarà l’estensione del conto welfare che oggi viene alimentato soltanto da una parte del premio di risultato aziendale. Tutto ciò in quanto il welfare aziendale rappresenta uno strumento di notevole importanza per affrontare le sfide di Industria 4.0. “nella transizione verso Industria 4.0 – ha detto il manager Fca – ci sarà il superamento della distinzione tra operai e impiegati, la semplificazione gerarchica e l’autonomia nella gestione del lavoro”. Nell’ambito del work life balance “si perderà progressivamente il confine tra lavoro e tempo libero”.

La rivoluzione pone questioni rilevanti in termini di organizzazione. “E’ vero che il paper alla base di Industria 4.0 mette in risalto l’autonomia del lavoratore dalle macchine – ha concluso De Biasi – ma questo comporta anche l’autonomia delle macchine dal lavoratore. In futuro serviranno disponibilità e reperibilità dei lavoratori. Il welfare aziendale rappresenta una delle risposte”.

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